Cronaca

Musica troppo alta, deferiti i titolari di 3 stabilimenti balneari di Pescara

Il problema è relativo alla musica troppo alta tenuta nel corso di alcune serati in questi locali del lungomare pescarese

I titolari di 3 stabilimenti balneari di Pescara sono stati deferiti alla Procura della Repubblica per il reato di disturbo della quiete pubblica.
Il problema è relativo alla musica troppo alta tenuta nel corso di alcune serati in questi locali del lungomare pescarese.

A eseguire i controlli in 12 strutture balneari sono stati i militari della Stazione carabinieri Forestale e del Nucleo di Polizia Ambientale Agroalimentare e Forestale (Nipaaf).

Obiettivo degli accertamenti è stato quello di verificare il superamento dei limiti di emissione sonora, diurna e notturna, stabiliti dalla vigente normativa. Ma anche di controllare l’utilizzazione delle acque sotterranee. L’indagine è partita dopo un esposto di un comitato spontaneo di cittadini che lamentavano l’emissione di eccessivi suoni anche in orari notturni. I militari dell'Arma hanno quindi proceduto, in collaborazione con l’Agenzia Regionale per la Tutela dell’Ambiente (Arta) a effettuare le misurazioni fonometriche, anche all’interno delle abitazioni di alcuni residenti. In questo modo si è potuto documentare il costante superamento dei limiti acustici dei suoni provenienti dagli stabilimenti controllati, che in alcuni casi, in occasione di serate danzanti organizzate nel mese di agosto, superavano anche di tre volte il limite massimo consentito dalle norme vigenti. Conseguentemente tre balneatori sono stati deferiti alla Procura della Repubblica della Città adriatica per il reato di disturbo della quiete pubblica.

Inoltre, a seguito delle indagini esperite dai carabinieri della specialità forestale e delle segnalazioni della stessa Arta Abruzzo, i Comuni di Pescara e Montesilvano hanno notificato agli indagati anche diversi verbali per altre violazioni amministrative che comportano il pagamento di migliaia di euro di sanzioni. Infine, sono stati effettuati ulteriori controlli agli stabilimenti balneari - anche su richiesta della Regione Abruzzo, Servizio del Genio Civile regionale - sulle violazioni al Testo Unico sulle Acque pubbliche del 1933. Tali accertamenti hanno portato all’elevazione di sanzioni amministrative, per un ammontare di 1.200 euro, oltre al pagamento dei canoni non corrisposti, per ricerca e derivazione di acque sotterranee senza autorizzazione e/o concessione.

«In caso di condanna penale», afferma il comandante del gruppo carabinieri Forestale di Pescara, «i titolari dei tre stabilimenti balneari rumorosi rischiano l’arresto fino a tre mesi ciascuno: inoltre, i singoli Comuni rivieraschi possono imporre loro, con apposite ordinanze sindacali, il ripristino delle condizioni legali delle emissioni sonore».

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