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Multato da un vigile in borghese: il Giudice di pace annulla il verbale

Aveva ricevuto una multa per aver guidato mentre parlava al cellulare da un agente della Polizia Municipale in borghese. L'uomo, un imprenditore pescarese, ha presentato ricorso ed il Giudice di pace gli ha dato ragione: per sanzionare occorre essere in divisa

Era stato multato per aver guidato mentre parlava al cellulare da un vigile urbano in borghese. Un imprenditore pescarese, però, ha deciso di fare ricorso per la sanzione ricevuta e la conseguente decurtazione di cinque punti dalla patente, ed il Giudice di pace gli ha dato ragione.

L'episodio è avvenuto a Pescara. L'imprenditore procedeva con la sua auto lungo via della Pineta, quando è stato improvvisamente affiancato da un'auto con a bordo un uomo che gli ha intimato di fermarsi.

L'imprenditore si è inizialmente spaventato, in quanto pensava ad una rapina o aggressione. Subito dopo, però, l'uomo che lo ha bloccato si è qualificato come agente di Polizia Municipale, mostrando anche la paletta.

Il vigile in borghese lo ha quindi multato per aver parlato al cellulare durante la guida.

Ma l'imprenditore non si è rassegnato a pagare la multa e perdere cinque punti, così ha deciso di fare ricorso.

Il Giudice di pace, in base ad una sentenza della cassazione del 2001, gli ha dato ragione: gli agenti di Polizia Municipale possono multare i cittadini solo nel proprio territorio di competenza e durante l'orario di lavoro. Quando si trovano ad operare su strada, devono necessariamente indossare la divisa, altrimenti i verbali sono nulli.

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