Cronaca

Arrestato in Egitto ad agosto 2023, c'è anche la mozione della consigliera comunale Pd Michela Di Stefano

Nella mozione si chiede al sindaco Carlo Masci di attivarsi per portare all'attenzione delle autorità competenti e dell’opinione pubblica internazionale la situazione di Luigi Giacomo Passeri, detenuto ormai da 11 mesi al Cairo, e ad attivare i canali diplomatici per tutelarne i diritti.

Il caso Luigi Giacomo Passeri, 31enne arrestato in Egitto ad agosto 2023, finisce al centro del dibattito politico nazionale, oltre che locale. Il 4 luglio la neo consigliera Michela Di Stefano del Pd ha inoltrato una mozione al presidente del consiglio comunale e al sindaco di Pescara, Carlo Masci, con una richiesta «urgente di attenzione delle autorità competenti e dell’opinione pubblica internazionale per il caso di Luigi Giacomo Passeri, cittadino pescarese detenuto in Egitto in condizioni preoccupanti».

Al primo cittadino è stato richiesto di attivarsi per portare all’attenzione delle autorità competenti e dell’opinione pubblica internazionale la situazione del giovane, detenuto ormai da 11 mesi al Cairo, e ad attivare i canali diplomatici per tutelarne i diritti, richiedendo «una rivalutazione della posizione del nostro concittadino da parte dell'ambasciata italiana in Egitto», si legge nella mozione. Inoltre il sindaco Masci è stato sollecitato a interessarsi presso il Ministero degli Esteri per una mediazione con il governo egiziano, affinché vengano verificate le condizioni di detenzione e sia assicurato il rispetto dei diritti umani e un trattamento carcerario adeguato, fornendo assistenza al detenuto e mantenendo i contatti con la sua famiglia. Infine si richiede che il primo cittadino si «mobiliti a esercitare pressione affinché le condizioni di detenzione migliorino e Luigi Giacomo Passeri riceva un trattamento giusto e umano, dato che la sua vita e il suo benessere sono in pericolo».

«Non possiamo dimenticare la storia di Giulio Regeni, Patrick Zaki e tante altre vittime del regime di al-Sisi», si legge ancora nella nota della consigliera. «Non possiamo ignorare i report delle organizzazioni internazionali che denunciano le gravi violazioni perpetrate dal regime del Cairo, definito brutale e repressivo, che vieta ogni forma di dissenso, viola sistematicamente i diritti umani e sociali, e incrementa esponenzialmente omicidi extragiudiziali, torture e sparizioni forzate».

Arrestato perché trovato in possesso di marijuana (per uso personale), il giovane vive una condizione difficile in uno dei carceri più duri del Cairo. A chiedere una mobilitazione al Governo Meloni per il suo ritorno in Italia è stato il parlamentare Marco Grimaldi, di Alleanza Verdi Sinistra. Le scorse settimane Luigi aveva annunciato l’avvio di uno sciopero della fame.

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