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Cronaca

Addio a Fabrizio Frizzi, nel 2016 ricevette il Tralcetto dell'Amicizia

Anche l'Abruzzo piange il celebre conduttore televisivo, scomparso improvvisamente questa notte a soli 60 anni. I ricordi commossi del giornalista Stanislao Liberatore e del cantautore An To

Anche l'Abruzzo piange Fabrizio Frizzi, celebre conduttore tv morto improvvisamente questa notte a soli 60 anni.

Oltre ad aver partecipato a varie iniziative nella nostra regione, come ad esempio il Premio Pigro a Teramo, Frizzi aveva legato il proprio nome a Bolognano, dove nel 2016 gli era stato consegnato il "Tralcetto dell'Amicizia", riconoscimento istituito a ricordo dell’amicizia tra Ciccio Zaccagnini, il papà di Marcello dell’azienda “Zaccagnini”, e Giuseppe Prisco, entrambi combattenti in Russia con il Battaglione Alpini L’Aquila durante il secondo conflitto mondiale.

Oggi il giornalista Stanislao Liberatore, amico di Frizzi, lo ricorda così:

“È stato straordinario fin da subito. Ricordo la sua grande emozione nel sentirsi comunicare da me la notizia dell’attribuzione del Tralcetto dell’Amicizia, premio che poi venne a ritirare personalmente a Bolognano, presso l’azienda Zaccagnini, il 29 ottobre 2016. Fu una giornata di festa dove lui non si sottrasse a nessuno; riuscì a trovare un momento e un sorriso con chiunque desiderasse stringergli la mano”.

Anche il cantautore montesilvanese An To, che aveva trovato in Frizzi un suo inaspettato estimatore, spende qualche parola per salutarlo:

"Credo fosse di mattina quando l'amico Luca mi telefonò per dirmi, tutto emozionato, che a te era piaciuta una mia canzone, cantata la sera prima in un festival di voci nuove, dove tu eri ospite... poco dopo fosti direttamente tu a concretizzare quelle parole, alle quali io ancora non credevo, chiedendomi di poter inserire quella stessa canzone come sigla di Miss Italia 2012 su Rai1. Ricordo di quando, senza alcuna esitazione, girasti quel videopromo per pubblicizzare un mio live per me molto importante, dicendomi: "Ma pensi che possa servire? Ho paura che la gente non risponderà a questo mio invito"... Ecco, questo eri tu: una persona umile, un'anima gentile, un cuore buono, con il sorriso sempre stampato sulla faccia e pronto ad aiutare chi ne avesse bisogno. Come me, che ora ti scrivo queste righe e non sopporto l'idea che tu non ci sia più. Vorrei ancora poterti incontrare così per caso per le strade di Roma o sentirti semplicemente al telefono per scambiare due chiacchiere live (come dicevi tu), ma so che non sarà più possibile. Posso solo dirti, con estrema certezza, che ci sarà sempre posto per te in un angolo del mio cuore".

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