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Tentato omicidio Carlo Pavone, arrestato l'amante della moglie

C'era una storia di tradimenti e gelosie dietro il tentato omicidio di Carlo Pavone, avvenuto il 30 ottobre 2013 in via De Gasperi. In manette è finito l'amante della moglie, Vincenzo Gagliardi, residente a Chieti

I Carabinieri fin da subito avevano indirizzato le indagini verso di lui, amante della moglie della vittima. Mancavano però le prove schiaccianti, arrivate dopo mesi di indagini ed analisi scientifiche grazie anche alla collaborazione del RIS. Prove che hanno portato alla richiesta di custodia in carcere per Vincenzo Gagliardi, responsabile del tentato omicidio a Carlo Pavone, l'imprenditore di Montesilvano residente in via De Gasperi, ferito con un colpo di fucile alla testa la sera del 30 ottobre mentre gettava la spazzatura.

L'uomo aveva ed ha una relazione sentimentale con la moglie di Pavone, relazione di cui era a conoscenza Pavone ed anche diverse altre persone. La coppia da tempo viveva una forte crisi, proprio a causa della presenza di Gagliardi, e a quanto pare i coniugi litigavano spesso.

Gagliardi è stato arrestato questa mattina, mentre si trovava nel Centro Meccanografico di via Volta a Pescara. La sera stessa del ferimento, ha spiegato il Comandante Marinelli della Compagnia di Montesilvano che si è occupata delle indagini assieme al Nucleo Investigativo di Pescara, dopo aver appurato che Pavone era stato colpito con un'arma da fuoco i carabinieri hanno ascoltato amici e parenti, scoprendo della relazione fra la moglie di Pavone e il Gagliardi. A quel punto è scattata la perquisizione nell'abitazione di Chieti Scalo dell'uomo, dove nell'auto è stata trovata una busta contenente un giubotto, un guanto in lattice e delle scarpe che però l'arrestato ha dichiarato di utilizzare per dei lavoretti.

La moglie del Gagliardi, però, ha poi raccontato che il marito teneva sempre quella busta nel portabagagli e non nel sedile, e soprattutto aveva manifestato l'intenzione, pochi giorni dopo il ferimento di Pavone, di volersene liberare. La donna ha conservato la busta che poi ha consegnato ai carabinieri, che hanno in effetti rinvenuto tracce di polvere da sparo compatibili con un colpo esploso da un fucile Flobert calibro 9. E proprio un fucile di questo tipo è stato rinvenuto nell'abitazione del padre di Gagliardi, sequestrato e che ora sarà analizzato. L'uomo aveva detto di essere rientrato in casa quella sera alle 20,30, orario compatibile con l'agguato in quanto Pavone è stato colpito attorno alle 20. I militari hanno accertato anche che dall'abitazione del Gagliardi a via de Gasperi a Montesilvano, si impiegavno circa 15 minuti.

Determinanti anche i rilievi sul Pc di Gagliardi, dove i carabinieri hanno scoperto che nel mese di luglio e settembre precedente all'agguato, aveva cercato su internet frasi come "distanza per sparare un colpo fatale con un fucile Flober calibro 9" o aveva effettuato ricerche per trovare armi di contrabbando senza regolare permesso.

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