Conalpa, Aiapp e Pro Natura sul taglio di 115 alberi all'ex Fea di Montesilvano: "Sconsiderata opera di deforestazione" [FOTO]

Vanno giù pesanti la delegazione Conalpa Pescara-Chieti , la sezione Aiapp (associazione italiana di architettura del paesaggio) Abruzzo-Lazio-Molise-Sardegna e l'organizzazione regionale Pro Natura Abruzzo nel commentare il taglio degli alberi nell'area dell'ex Fea a Montesilvano

«Un'opera sconsiderata di deforestazione».
Vanno giù pesanti la delegazione Conalpa Pescara-Chieti , la sezione Aiapp (associazione italiana di architettura del paesaggio) Abruzzo-Lazio-Molise-Sardegna e l'organizzazione regionale Pro Natura Abruzzo nel commentare il taglio degli alberi nell'area dell'ex Fea a Montesilvano.

Le associazioni si schierano contro l'abbattimento delle decine di alberi nell'area dell'ex stazione ferroviaria in via Boccaccio.

«Le nostre associazioni», si legge in una nota, «sono sempre state a favore di opere di riqualificazione e rigenerazione urbana, per il miglioramento del paesaggio e per la conservazione del verde storico. Purtroppo, quanto accaduto nel parco ex-stazione Fea si dimostra prepotentemente un'opera di deforestazione sconsiderata che ha un preciso fine, quello di riconvertire l'area a parcheggio, con elogio dell'asfalto e del cemento. È l'ennesima occasione mancata per rigenerare un'area verde e metterla a disposizione dei cittadini. Lo stato di degrado del verde era evidente ma ce ne vuole per arrivare a una completa distruzione di 115 alberi. Si poteva intervenire diversamente, con azioni mirate. Siamo d'accordo che diversi alberi avevano delle evidenti criticità e dovevano essere abbattuti, ma andava fatta prima di tutto un'analisi dettagliata delle peculiarità ambientali del sito, sistemando quegli alberi che potevano essere salvati». 

Secondo le associazioni la riqualificazione del verde urbano non nasce dall'abbattimento totale di centinaia di alberi. Rigenerazione del verde significa cura e conservazione dell'esistente, riqualificazione parchi e aree degradate, evitando di cementificare e asfaltare tutto.

Questo quanto aggiungono Conalpa, Aiapp e Pro Natura Abruzzo: «Nell'area ex-Fea il boschetto poteva essere migliorato e riconvertito a parco pubblico, anche la scelta di alcune delle nuove piante andrebbe rivista. Si parla di acero canadese, una pianta difficile e costosa, che ha bisogno di terreni molto fertili e non sopporta il clima marino e le nostre estati calde. Anche la scelta dell'acero minore ci lascia un po’ perplessi in una città di mare, un piccolo albero che vive in ambienti pedemontani e montani. Per le altre piante scelte, se si vuole una crescita ottimale, è necessario intervenire sul miglioramento dei terreni, sulle irrigazioni nei periodi siccitosi, su vari accorgimenti agronomici che spesso non vengono rispettati in tante occasioni. Il Comune parla di 240 alberi da ripiantare. Come associazioni non abbiamo mai creduto ai numeri sparati sui giornali e guardiamo sempre alla qualità, all'aspetto tecnico troppe volte disatteso, a come vengono curati gli alberi nei primi anni, a come vengono gestiti nel tempo, a come vengono piantati e in che tipo di terreni avviene la messa a dimora. Dovremmo aspettare 30-40 anni per vedere i nuovi benefici dei giovani alberi. Sarà una lunga attesa».

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