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L'inventore Vincenzo Tina lancia sul mercato il peperoncino rampicante

Geniale, eclettico, estroso, ha tirato fuori dal cilindro un'altra delle sue. Una varietà ottenuta attraverso una serie di innesti tra varie tipologie europee e sudamericane

Dopo aver prodotto e brevettato alcuni dispositivi del tutto originali, Vincenzo Tina, ex ispettore della Asl e attuale presidente del Cipam, si scopre agronomo e inizia a produrre una coltivazione particolare di peperoncini dalle singolari caratteristiche.
Si tratta di piante dalle bacche rampicanti che possono raggiungere i 33 centimetri e con un elevato valore nutrizionale.

Una sorta di "lazzaretto" abruzzese dalle lunghe dimensioni, ottenuto dall'innesto di semi provenienti da piantagioni europee e sudamericane.

Un peperoncino da "Guinness dei primati" che si aggiunge alle altre sensazionali invenzioni create da questo eclettico personaggio, oggi al servizio volontario per l'associazione dei consumatori Contribuenti Abruzzo, sezione di Montesilvano.
«Sono stato intervistato dalla redazione di Caterpillar su Rai 2 e dai giornalisti di Sky 858», dichiara Vincenzo Tina, «per rivelare i segreti di questa produzione. La mia voglia di approfondire e di fare ricerca mi ha spinto in passato a sviluppare altre intuizioni vincenti che vanno dall'antifurto fai-da-te, alla lancetta meteo, fino ad arrivare alla bici porta canoa. Sono in pensione e ho tempo per dedicarmi alle mie passioni. In primis, il volontariato, con l'iscrizione all'albo dei mediatori civili professionisti».

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