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Omicidio Pavone, sconto di pena per l'assassino: la Procura non ci sta

Dopo la sentenza della Corte D'Appello che ha ridotto la condanna da 30 anni a 19 anni per l'assassino Vincenzo Gagliardi, la Procura annuncia ricorso e chiede che venga imputata la premeditazione

Troppo pochi 19 anni di carcere per Vincenzo Gagliardi, almeno secondo la Procura generale.

L'assassino di Carlo Pavone, l'imprenditore morto dopo un anno di agonia a seguito dell'attentato subìto il 30 ottobre 2013, merita 30 anni di carcere, pena richiesta sia in primo grado che in appelo dal procuratore Como.

Ma nel secondo grado di giudizio, i giudici hanno deciso di ridurre la pena da 30 anni a 19, derubricando la premeditazione dell'omicidio.

OMICIDIO PAVONE, ARRESTATO L'AMANTE DELLA MOGLIE

Ora si dovrà passare per il terzo e definitivo grado di giudizio, davanti alla Corte di Cassazione. Ricordiamo che Gagliardi sparò a Pavone davanti alla sua abitazione di Montesilvano.

L'impreditore rimase in coma fino al 17 novembre 2014, quando morì senza mai aver ripreso conoscenza. Gagliardi aveva una relazione con la moglie di Pavone.

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