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Lunedì, 20 Maggio 2024
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Negato il trasporto in ambulanza a Chieti a un giovane di Montesilvano affetto da una malattia rara: interviene il Comune

Il ragazzo è invalido al 100 per cento ma la Asl non ha concesso l'uso del mezzo perché potesse seguire le terapie di cui ha bisogno nell'ospedale fuori provincia. A denunciarlo il presidente dell'associazione Carrozzine Determinate Claudio Ferrante che ringrazia l'amministrazione di Montesilvano che ha deciso di accollarsi le spese di trasporto: "Resta gravissima la decisione della Asl"

Impossibile per un giovane con grave disabilità affetto dalla sindrome Gorlin-Goltz in Adi (Assistenza domiciliare integrata) perché risiedendo a Montesilvano gli sarebbe stato negato il trasporto all'ospedale di Chieti dove deve recarsi per farsi curare dalle piaghe e alla schiena esplose dopo un intervento. Questo perché il presidio di trova in una provincia diversa. A intervenire sulla vicenda è il Comune che ha deciso di farsi carico delle spese. Un epilogo positivo, ma che per il presidente dell'associazione Carrozzine Determinate Claudio Ferrante che ha denunciato il fatto, resta grave dato che a garantire quelle cure è il Comune e non la Asl.

“Che la sanità fosse malata non è una novità e i cittadini se ne sono accorti da tempo, ma quello che è accaduto a un cittadino di Montesilvano con gravissima disabilità, preso in cura dal servizio di Assistenza domiciliare integrata della Asl di Pescara presso il distretto sanitario di Montesilvano, ha superato ogni limite”, afferma.

Ferrante spiega che il ragazzo che ha una disabilità al 100 per cento determinata dalla rara malattia da cui è affetto, “è costretto dopo aver subito un delicato intervento al cervello, a continuare ulteriori cure presso il reparto di oncologia dove era seguito da già da sei anni. La malattia rara dopo l’intervento ha provocato delle terribili piaghe in testa e sulla schiena”, ribadisce. Per questo

“deve sottoporsi a terapia ogni 21 giorni, ma il servizio Adi nega lo spostamento in ambulanza perché l’ospedale di Chieti, se pur a distanza di pochi chilometri da quello di Pescara, è fuori provincia. Nega dunque l’autorizzazione e rispondendo al paziente che può curarsi tranquillamente a Pescara”.

“Sembra quasi una rivalità 'sportiva' esistente da anni tra Chieti e Pescara. Peccato che la salute non è una partita di calcio”, chiosa il presidente dell'associazione.

“Alla famiglia è stato risposto che per decisioni aziendali, autorizzare l’ambulanza per altra Asl non è possibile”, ma “di mezzo – continua Ferrante - c’è la vita di un paziente in condizioni di estrema gravità: è fondamentale garantire la continuità delle cure. I giorni di vita di un malato gravissimo non possono valere 50 euro di risparmio per una Asl”.

A rendere tutto più grave il fatto che in precedenza l'autorizzazione c'era, ma “oggi evidentemente un 'ragioniere' che non sappiamo chi sia, ha valutato che la vita di un paziente valga meno di quei 50 euro”, dichiara ancora il presidente dell'associazione Carrozzine Determinate.

“Grazie all’intervento del sindaco Ottavio De Martinis e del consigliere delegato alla disabilità Giuseppe Manganiello questo di cittadino di Montesilvano che versa in una condizione di salute gravissima, da oggi potrà curarsi con tutte le attenzioni necessarie del caso”, riferisce confermando la disponibilità dell'amministrazione che “ha raccolto la denuncia della nostra associazione e si sono attivati al fine di coprire con l’intervento del municipio tutte le spese relative al trasporto dell’ambulanza. Siamo soddisfatti della sensibilità dimostrata dal Comune di Montesilvano, che non aveva assolutamente l’obbligo di adoperarsi, ma non tutti i pazienti troveranno sempre i Comuni a farsene carico”.

“Chiediamo immediatamente alla Asl di modificare il provvedimento e di valutare la situazione di ogni singolo paziente e di autorizzare le cure al ragazzo con gravissima disabilità e a tutti quelli che si trovassero nella sua condizione perché qui – conclude - non si tratta di un capriccio ma di una necessità sanitaria. In caso contrario vuol dire decretare la morte di una sanità malata da tempo”.

Con una nota il Comune ha quindi fatto sapere che sì, sarà proprio questo a farsi carico delle spese di trasporto rimarcando che quello di Chieti è l'unico ospedale a erogare il tipo di trattamento di cui ha bisogno. Manganiello fa quindi sapere di essersi confrontato con il sindaco De Martinis e di essere insieme giunti alla soluzione che è stata attivata in modo immediato visto il caso particolare. “La rete con le associazioni del territorio è importante anche per risolvere casi del genere e siamo contenti di aver superato questo problema di mobilità – conclude -: un gesto che sicuramente darà sostegno e speranza a questa famiglia, che si è vista lasciata da sola”.

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