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Montesilvano: maggioranza battuta durante il Consiglio Comunale

La maggioranza guidata dal sindaco Cordoma stamane è stata battuta durante il Consiglio Comunale, sul voto della verifica di bilancio del 2010. PD e Rifondazione: "Dimissioni subito"

La maggioranza guidata dal sindaco Cordoma stamane è stata battuta durante il Consiglio Comunale, sul voto della verifica di bilancio del 2010.

A votare contro l'emendamento Di Nicola, Tocco,Cilli, Biferi, Cipolletti. Si è astenuto Catone.

L'episodio ha scatenato una serie di voci di corridoio secondo le quali il primo cittadino di Montesilvano potrebbe rassegnare le proprie dimissioni, anche se Cordoma non avrebbe rilasciato particolari dichiarazioni, affermando che la questione verrà affrontata domani.

Fra le ipotesi anche quella di un commissiario inviato dal Prefetto qualora l'assestamento di bilancio non venisse approvato.

PD Rapida e decisa la reazione del Pd di Montesilvano che, con il consigliere Chiulli, parla di una cosa politicamente pesantissima. "La maggioranza non c'è più: evidentemente nella coscienza dei Consiglieri Comunali comincia a farsi pesante la responsabilità di un'Amministrazione che sta facendo tornare Montesilvano indietro di venti anni" ha detto Chiulli, che auspica il ritorno alle urne.

Beccia: "Le inchieste che coinvolgono il sindaco hanno demolito la credibilità politica che ora viene spazzata via."

RIFONDAZIONE Anche Rifondazione, con Di Sante e Odoardi, chiede le dimissioni immediate del sindaco dopo il voto sull'assestamento di bilancio. "Oggi la Giunta Cordoma è stata battuta in Consiglio Comunale nel voto sul bilancio, che non è riuscita ad approvare.
Il palazzo di cristallo, divenuto in poco tempo opaco, si è sbriciolato.
Il centrodestra al governo della città e la giunta Cordoma non hanno più la maggioranza per governare Montesilvano. Il Sindaco farebbe bene a dimettersi." dichiarano gli esponenti di Rifondazione, che parlano di una Giunta al capolinea."

"C'è bisogno di una nuova primavera, i montesilvanesi hanno il dovere ed il diritto di riprendere in mano il futuro della propria città." concludono Odoardi e Di Sante.

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