Rifondazione sui lavori in via Liguria a Montesilvano: "Il consiglio di stato dà nuovamente ragione ai cittadini"

Il segretario provinciale di Rifondazione Di Sante plaude la decisione del consiglio di Stato che su richiesta dei residenti ha bloccato anche il secondo cantiere autorizzato dall'amministrazione comunale

Il consiglio di Stato ha accolto la richiesta dei residenti di via Liguria a Montesilvano, per il blocco del nuovo cantiere autorizzato dall'amministrazione comunale. Lo ha fatto sapere il segretario provinciale di Rifondazione Di Sante, che plaude la decisione ricordando che il 27 luglio scorso c'era stata una prima sospensiva da parte del Tar, ma il 14 settembre scorso il cantiere era stato riattivato in quanto rigettata la sospensiva avanzata dai cittadini.

Ora il consiglio di Stato ha deciso che i lavori vanno fermati fino al giudizio di merito sul permesso di costruire rilasciato il 7 gennaio 2020.

È incredibile che i cittadini per difendere l’interesse collettivo debbano ricorrere prima al Tar e poi al Consiglio di Stato, affrontare cospicue spese, avere come controparte l’amministrazione comunale, per salvaguardare il futuro della città ostaggio di amministratori sordi e miopi, degli  “stregoni del cemento” e dell’ “urbanistica miracolosa” . A questi cittadini va fatto un plauso per la tenacia dimostrata. Al contrario del sindaco De Martinis e dell’assessore Aliano, sono i cittadini a battersi per una Montesilvano più bella, più verde e più vivibile.  

Il permesso rilasciato consentirebbe nuovamente al costruttore di realizzare al posto di un villino degli anni '60 un palazzo di 5 piani più il piano riservato al garage, con un volume di cemento che passerebbe da 492 metri cubi a quasi 6000, su una strada di pochi metri priva di marciapiedi che ad ogni pioggia come accaduto ieri, finisce sott’acqua. Da tempo i residenti denunciano i continui allagamenti in caso di pioggia. Di Sante ha aggiunto:

A Montesilvano è pratica consolidata, una furbesca interpretazione della  Legge Regionale 40-2017 per il recupero ai fini abitativi ed economici di vani accessori, come garage, cantine, soffitte, ripostigli, interrati, anche per le nuove costruzioni.

Può capitare, e sono già diversi i casi, che ad esempio, un sottotetto che nel permesso a costruire rilasciato dal comune era stato dichiarato inabitabile in sede di progetto, e quindi escluso  dal calcolo della cubatura e di altri parametri urbanistici (un vantaggio per il costruttore), subito dopo , con una seconda richiesta del costruttore sempre al medesimo ufficio urbanistica del comune, sfruttando la legge regionale, diventi un attico vista mare abitabile, uno o più  appartamenti veri e propri

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