Venerdì, 12 Luglio 2024

VIDEO | Dolore, lacrime e rimpianti per l'ultimo saluto a Jeidy e Aurora morte sotto un treno a Montesilvano

Nella casa funeraria "Il giardino della luce" a Marina di Città Sant'Angelo tante persone hanno voluto partecipare al rito di saluto della donna e di sua figlia morte il 13 giugno scorso

Tanto dolore, incredulità e anche rimpianti per l'ultimo saluto a Jeidy e Aurora, mamma e figlia morte dopo essere state travolte da un treno il 13 giugno scorso alla stazione di Montesilvano, per quello che è stato ritenuto dagli inquirenti un gesto volontario e di disperazione della madre. Centinaia di persone hanno affollato la casa funeraria "Il giardino della luce" a Marina di Città Sant'Angelo, dove si è tenuto il rito funebre di saluto. Parenti, amici si sono stretti in un caloroso abbraccio al marito e padre Donato, fra cui la classe della scuola che frequentava Aurora, i compagni della squadra di karate della bimba e il sindaco di Montesilvano Ottavio De Martinis.

Dopo una breve introduzione con alcune riflessioni religiose, è intervenuto il primo cittadino che ha parlato di una tragedia che lascia senza parole e che toglie qualcosa a tutti i cittadini di Montesilvano. Un dramma che sconvolge ancora e lacera i cuori a distanza di sei giorni tutta la comunità:

"Impossibile rimanere indifferenti davanti a un gesto del genere, mamma e figlia unite nella vita e anche nella morte. Un dolore che lascia impotenti, e non so nemmeno se sia giusto trovare le cause e le motivazioni di un gesto drammatico di questo tipo. Bisogna però riflettere, una tragedia che lascia tanti punti di domanda e un vuoto unico.La condizione umana è vulnerabile, e il pensiero ora va al marito e padre di Jeidy e Aurora, ai parenti e agli amici. L'appello che posso fare è quello di stare vicino come comunità cittadina alla famiglia, e posso solo dire buon viaggio Jeidy, buon viaggio Aurora":

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Molto toccanti e incisivi gli interventi poi degli operatori della cooperativa sociale di Montesilvano che da due anni seguiva Jeidy e Aurora:

"Circa 2 anni fa nel nostro studio ci ha chiesto aiuto Jeidy che era disperata e le abbiamo promesso di aiutarla non appena avremmo potuto. Nonostante questo con grande orgoglio è tornata spesso a chiedere aiuto, fino a quando  siamo riusciti ad accoglierle. Abbiamo costruito un rapporto di fiducia col tempo, una madre e una figlia che avevano un rapporto quasi simbiotico. Si lasciavano guidare ed erano una forza per tutti e si affidavano a noi con una fiducia rara e preziosa, in ogni gesto e in ogni parola. Ci sentivamo onorati della loro presenza, facendoci sentire parte delle loro vite. Il nostro studio risuona ancora delle loro risate, della loro forza ed energia. Ognuno di noi il 13 giugno ha pensato di mollare per un dolore immenso, ma poi i genitori e i bambini che ogni giorno ci ringraziano ci hanno dato la forza di andare avanti. È un momento di grande dolore, di confusione e di domande senza risposte, e per questo dobbiamo riflettere delle nostre responsabilità verso gli altri, in una società che ci porta a correre e a ignorare le esigenze e le difficoltà degli altri, senza lasciare nessuno solo. E questo può fare la differenza fra la vita e la morte. Quel che rimane è la consapevolezza della necessità di attenzione e cura verso chi ci chiede aiuto, e ora le immaginiamo lassù a sprigionare la loro energia positiva".

A concludere i pensieri per Jeidy e Aurora, la maestra della classe che frequentava Aurora:

"Cara Aury, eri come la brezza fresca che ti accarezza e solletica. Eri vitale e affettuosa, il centro della nostra classe. Ti abbiamo portato una scatola di regali per te, ricorderemo sempre i tuoi sorrisi e i tuoi abbracci. Ti abbiamo voluto tanto bene e te ne vorremo sempre, assieme alla tua mamma".

E proprio la classe di Aurora fuori dalla casa  funeraria ha salutato la bimba facendo volare nel cielo palloncini bianchi e rosa.

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