Lavori sul lungomare di Montesilvano per la nuova pista ciclabile, insorgono numerose associazioni

I firmatari di un esposto, con diffida a non procedere, chiedono di poter visionare tutto l'iter procedurale e al contempo contestano alcuni passaggi di natura tecnica e amministrativa

Si blocca per almeno un mese la riviera di Montesilvano, nel tratto di via Aldo Moro che va dallo stabilimento "Sabbia d'Oro" alla concessione balneare "Bagni Bruno".
Il motivo è legato all'apertura del cantiere per la nuova viabilità ciclabile e veicolare, presentato nel dicembre 2019 dal sindaco De Martinis e dall'assessore all'Urbanistica Aliano.

Il progetto grafico/illustrativo del disegnatore Marco D'Agostino entra dunque nella sua fase realizzativa ed è stato presentato come un'opera che renderà quel segmento di strada costiera tra le più belle dell'intera fascia adriatica.

Al di là della scelta di avviare i lavori nel periodo di massima concentrazione turistica, tra problemi di viabilità e disservizi vari, sono in molti a lamentare un mancato rispetto della prassi canonica e di varie prevaricazioni nel processo decisionale. Un esposto, con diffida a non procedere, vede la firma delle seguenti associazioni: 

  • Fiab Pescarabici
  • Mila Donnambiente Pescara
  • Ecoistituto Abruzzo
  • Ciclisti Anonimi Pescaresi
  • Italia Nostra Pescara
  • Associazione di quartiere Saline Marina PP1 Montesilvano
  • Associazione culturale Prospettiva Futura,
  • Associazione cittadina Montesilvano Anno Zero
  • Associazione Civitas Ambiente e Cultura

Questo atto con cui si richiede l'intervento dell'autorità giudiziaria, è diretto al sindaco di Montesilvano, alla direzione demaniale della Riserva Naturale "Santa Filomena" e al Demanio Marittimo con sede alla Capitaneria di Porto di Pescara.

I punti salienti contestati riguardano la mancata consultazione dei cittadini e portatori di interesse, la mancata risposta alle obiezioni tecniche e procedurali contestate dall'architetto Giuseppe Di Giampietro, e l'avvio parziale dei lavori con mancanza di copertura per l'intero progetto e senza alcun finanziamento attuale. Nella segnalazione sono riportate testualmente diverse criticità tecniche: "Si varierebbe il tracciato della pista ciclabile esistente con un  tracciato curvilineo e ondivago senza relazione con le caratteristiche di mobilità litoranea legate al tracciato della Ciclovia Adriatica Bike to Coast, del Sistema Nazionale delle Ciclovie Turistiche (Snct - Bicitalia). Si tratta di un progetto incongruente con le direttive Mit (ministero Infrastrutture e Trasporti), in merito alle disposizioni per lo sviluppo della mobilità in bicicletta e la realizzazione della rete nazionale di percorribilità ciclistica. A nostro avviso sono state rilevate diverse incorrenze progettuali riguardanti la sicurezza stradale, visto il rialzo della carreggiata stradale per centinaia di metri, con obbligo di moderazione della velocità incoerente con le geometrie stradali adottate. Il tracciato del percorso ciclabile si va a intersecare con il tracciato pedonale veicolare e dunque incoerente con la domanda di mobilità sostenibile litoranea. Inoltre ipotizziamo anche rilevanti danni erariali. Questa opera comporterà un aumento dei costi di manutenzione della rete stradale, privata di sistemi di protezione dal vento, dalla sabbia e dalle mareggiate, con conseguente pericolo per ciclisti e pedoni a stretto contatto con il traffico veicolare".

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I firmatari della diffida nei confronti dell'amministrazione comunale chiedono inoltre che venga pubblicata in maniera chiara e trasparente la documentazione relativa all'iter progettuale e procedurale, per verificare se lo stesso abbia ottenuto pareri favorevoli da parte dei carabinieri forestali, della guardia costiera e del demanio Marittimo della Regione Abruzzo. Il documento si conclude così: "L’intervento prioritario da realizzare è subito il ripristino della siepe frangivento per impedire che la sabbia continui ad invadere marciapiede, pista ciclabile e carreggiata stradale".

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