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Martedì, 18 Gennaio 2022
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Il sindaco De Martinis per la giornata nazionale del Tricolore: "La memoria va custodita, la bandiera è un simbolo di unità"

Il primo cittadino di Montesilvano è intervenuto durante la cerimonia che si è tenuta in piazza Indro Montanelli dove è stata scoperta la lapide dedicata a quattri giovani caduti della seconda guerra mondiale

Cerimonia istituzionale questa mattina 7 gennaio a Montesilvano in occasione della giornata nazionale del Tricolore. Presenti in piazza Indro Montanelli, il sindaco Ottavio De Martinis, il comandante del Cme Centro Documentale di Chieti Adolfo Felicissimo, i familiari dei caduti, le associazioni combattentistiche e d’Arma, le associazioni del volontariato e della solidarietà, protezione civile e Croce Rossa Italiana. Durante la cerimonia è stata scoperta la lapide con inciso il nome del soldato caduto in guerra Giacomo Chiaversoli, ed è stato conferito il diploma d'onore del combattente per la libertà d'Italia 1943 - 1945 ai militari caduti Giuseppe Sereno e Giacomo Chiaversoli e il conferimento del riconoscimento delle campagne di guerra 1940-43 ai militari caduti in guerra Graziano Montese e Giulio Ciccone. Gli attestati sono stati assegnati dal Ministero della Difesa.

De Martinis, nel suo intervento, ha parlato di un momento forte di condivisione e riflessione attorno alla nostra bandiera, il simbolo dell'identità nazionale, dedicandola a quattro italiani che sacrificarono per la patria la loro vita, ovvero il montesilvanese Giacomo Chiaversoli e Antonio Montese, oppure parte della loro giovinezza, come Giuseppe Sereno e Giulio Ciccone.

"Oggi si celebra quindi il simbolo della nostra nazione, il segno che sigilla la nostra unità nazionale e, direi, la nostra identità nazionale. Il tricolore racchiude in sé tutto quello che ci caratterizza: nell'immediatezza di un simbolo racconta la nostra identità culturale, le radici storiche e quelle ideali.

Nell’Ottocento, in un’epoca nella quale essere patrioti aveva un senso più profondo di oggi, perché gli italiani d’allora avevano sperimentato quanto fosse pesante vivere sotto governi stranieri e la durezza di essere trattati come subalterni e come servi nella loro terra, Carducci e Pascoli spiegarono il tricolore dicendo che il verde rappresentava i nostri prati, i nostri boschi, la nostra natura; il bianco le nostre montagne; il rosso il sangue degli italiani che avevano sacrificato le loro vite per liberare proprio quelle terre e quelle montagne. In definitiva la bandiera tricolore siamo tutti noi, intesi come comunità italiana: i nostri desideri, i nostri sogni, il nostro retaggio e lo slancio verso il futuro. È per questo che quando guardiamo un tricolore dovrebbe batterci forte il cuore, perché in esso dovremmo riconoscerci noi tutti cittadini italiani, abbracciati e uniti oltre ogni possibile divisione possa esserci nel quotidiano. Un simbolo bello, potente, importante."

Il pensiero commosso, prosegue il primo cittadino, va a Giacomo Chiaversoli, 20enne di Montesilvano morto nell'ospedale di Padova dopo aver affrontato le durissime condizioni di un campo di lavoro tedesco e da oggi la città custodisce e onora la sua memoria:

"E il ricordo va ancora a: Sereno Giuseppe, internato in un campo di lavoro tedesco dal 1943 al 1945. E a Montese Antonio e Ciccone Giulio. La memoria va custodita, perché il nostro unico antidoto per non ripetere errori del passato. Va custodita la memoria dei valori fondanti del nostro Paese, e lo facciamo celebrando il simbolo della nostra identità nazionale, che è la bandiera. E va custodita la memoria di uomini cui la nostra nazione deve tanto. Da oggi questo nome sulla lapide, queste medaglie e questi diplomi sono la testimonianza che il loro ricordo è stato recuperato e che per sempre essi rimarranno nei nostri cuori e saranno motivo d’orgoglio per i loro discendenti."

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