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D'Addazio incontra i residenti del palazzo sgomberato in via Leopardi a Montesilvano: "Cittadini e commercianti abbandonati"

Il candidato sindaco del centrosinistra e del M5s Fabrizio D'Addazio ha incontrato i residenti della grande palazzina sul lungomare Aldo Moro sgomberata per inagibilità nel 2021

Quaranta famiglie e 13 attività commerciali abbandonate senza risposte. Il candidato sindaco del centrosinistra e del M5s Fabrizio D'Addazio ha incontrato gli ex residenti della palazzina in via Leopardi 2 sul lungomare di Montesilvano, dichiarata inagibile e sgomberata nel 2021. Chi ci abitava è stato costretto a evacuare e i negozi, in un primo momento lasciati aperti, poi sono stati chiusi, dato il rischio di cedimento.

“Noi vogliamo sapere cosa accadrà in futuro a questo palazzo, a chi ci abita e a chi ha delle attività. È un dramma che, dopo il covid, dal 2021, ci sta condizionando la vita.” Così Roksana Baranovska, candidata consigliera comunale per Montesilvano, nella lista Fabrizio D’Addazio, interviene all’incontro con i cittadini davanti a Riviera 1.

“Ci sono ingegneri che hanno dichiarato l’inesistenza del rischio crollo, altri invece il netto contrario. C’è chi parla di messa in sicurezza delle fondamenta, altri di abbattimento e ricostruzione, che dubito possa accadere con le nuove leggi. Viene fatta a maggio 2021 l’ordinanza di sgombero sulla base di una perizia privata che dichiara il rischio del crollo del condominio Riviera 1. A luglio viene evacuato il condominio in un clima apocalittico. Il giorno prima di questa evacuazione, l’ufficio tecnico del comune attesta che non c’è alcun rischio di crollo, confermando lo studio di 4 ingegneri effettuato un mese prima”.

Il risvolto drammatico, sottolinea Baranovska è che “ il Comune procede allo sgombero forzato senza attivare contestualmente i servizi sociali dell’Azienda speciale, lasciando famiglie, bambini e anziani senza cibo e senza sistemazione. Qualcuno la prima notte è costretto a dormire in spiaggia. Cosa accadrà a queste persone e ai loro appartamenti, locali, attività?”

“Vogliamo solo chiarezza”, ritornano a chiedere i condomini. Nel 2021, venne promesso che “in due anni si sarebbe risolto tutto in un modo o nell’altro, ma nessuno ha detto più nulla. Possiamo solo constatare l’indifferenza delle Istituzioni: ci hanno abbandonato”. E ora per la messa in sicurezza potrebbero volerci circa 850 mila euro, a spese dei proprietari degli appartamenti e delle attività.

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