A Montesilvano una commissione di garanzia per la filovia sulla Strada Parco, tra favorevoli e contrari

Pareri discordanti da parte degli intervenuti al dibattito, in attesa del pronunciamento da parte del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sullo stato di avanzamento del progetto

La filovia è diventata il pomo della discordia e alimenta la battaglia politica tra le diverse fazioni. A Montesilvano, i militanti del partito democratico e movimento 5 Stelle facenti parte del consiglio comunale hanno indetto una commissione di garanzia su invito di alcune associazioni di cittadini.

Coinvolti i principali portatori di interesse, in primo luogo i rappresentanti della Tua che si sono confrontati con i portavoce dei comitati green way Strada Parco.  Al di là di ogni valutazione tecnica rispetto ad un'eventuale variante al piano progettuale, le parti restano in attesa del nulla osta definitivo da parte del ministero delle infrastrutture e dei trasporti.  

Chi ha sposato la linea dell'esclusivo utilizzo pedonale dell'ex tracciato ferroviario, contesta alcune procedure di valutazione di impatto ambientale e altre criticità legate alla sicurezza. Il mezzo di circolazione sembra essere piuttosto ingombrante, in rapporto all'ampiezza della strada che in alcuni tratti ha anche dei restringimenti, oltre al fatto che la guida magnetica vincolata è tra i requisiti fondamentali della gara di appalto europea e che di fatto vieta l'utilizzo di autosnodati Full Electric del tipo TrolleyBus IV, forniti dalla società svizzera Carrosserie Hess.

E poi, i limiti di velocità su alcuni punti e la presenza di numerose barriere architettoniche ancora presenti lungo il tracciato. I comitati chiedono pertanto la risoluzione straordinaria con l'appaltatore giudicato inadempiente. La voce discordante è quella dell'architetto Giuseppe Di Giampietro che ritiene l'opera

"strategica per la città e per le aree limitrofe, secondo diverse prospettive: traffico, integrazione, urbanistica e sistema ambientale. Un intervento di questo tipo alleggerirebbe il traffico, attraverso un mezzo che ha una velocità competitiva a quella degli autoveicoli e una frequenza tale da scoraggiare l’uso del mezzo privato".

A vedere il bicchiere mezzo pieno sono i consiglieri di opposizione che, cautamente, vedono il trasporto pubblico locale come mezzo per scoraggiare la mobilità privata, auspicando che le incongruenze tecniche evidenziate non vadano a minare il collaudo previsto e quindi causare un danno erariale notevole.

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