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Mercoledì, 21 Febbraio 2024
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Le riflessioni e le preoccupazioni di un cittadino di Montesilvano sulla filovia: "La strada parco va difesa"

Un nostro lettore di Montesilvano ci ha scritto per esporre le sue riflessioni e considerazioni sull'avvio del servizio filobus lungo la strada parco

Un nostro lettore, residente a Montesilvano, ci ha scritto esprimendo le sue considerazioni, riflessioni e la sua preoccupazione per l'avvio imminente del passaggio della filovia lungo la strada parco:

"Sono preoccupato dalla prospettiva che davvero sia imminente l’avvio del servizio di filobus sulla strada-parco. Sono anni che se ne parla, se ne litiga soprattutto, e credo fermamente che dobbiamo superare le tifoserie da stadio per affrontare il problema razionalmente, riflettendo dati alla mano sui pro e sui contro. Per fare questo non basta esternare sensazioni o preferenze personali, che lasciano i tempo che trovano: io non
sono un professionista delle materie che dovrebbero guidare le scelte degli amministratori, ma so che sono appunto urbanisti, architetti, sociologi, studiosi del traffico e dei sistemi ecologici urbani, le principali fonti delle premesse che devono articolare le nostre  argomentazioni, dati alla mano; altrimenti si resta nell’ambito delle tifoserie.

Ciò detto, per quanto mi sforzi, non vedo nessun motivo valido per sostenere il progetto di filovia sulla strada-parco, anzi chiamiamolo parco-strada perché rende meglio l’idea. Secondo me, e vi invito a smentirmi se potete, i vantaggi derivanti dalla riduzione del traffico sul lungomare di Pescara e Montesilvano sarebbero minimi, e lo svantaggio di sottrarre spazio vitale a tutta quella parte di comunità che usa questo parco-strada con grandi benefici sarebbe devastante; ragazzi che giocano, ciclisti e altri utenti su due ruote che si spostano, signori in sedia a ruote che prendono aria in nessun altro modoproponibile, famiglie coi passeggini, can3 con a spasso i loro umani di riferimento, mercati all’aperto e così via, per tacere della flora e fauna selvatica distrutta o cacciata via dalle vetture in movimento: temo che sia ormai la cocciutaggine di chi ha dato la prima mossa a questa idea, secoli fa, o addirittura la necessità di foraggiare le aziende che ci guadagnerebbero, a causare la cecità degli amministratori delle due più popolose città abruzzesi (sì, ricordo a chi non ci avesse fatto caso che Montesilvano è diventata la seconda città d’Abruzzo per popolazione, dopo Pescara, prima di Chieti Teramo e L’Aquila).

Sollecito chi è a favore di un tram che intralci il parco-strada a portarmi gli studi che dimostrano gli innegabili vantaggi che ne conseguirebbero: io credo che il traffico delle ore di punta sul lungomare e sulla nazionale sia solamente un pretesto, considerato che è causato, tanto per cambiare, soprattutto dalle cattive abitudini di chi non vuole spostarsi se non in un autoveicolo occupato da un singolo automobilista, e dalla scarsità delle corse
delle linee 2/, 3 e 3/; Santa Tua non farmi parlare altrimenti capitombolo nel turpiloquio.

Semmai fosse inevitabile attivare una linea di filobus sul tracciato pedonale, dovrebbe essere, come la concepisco io, una cosa assolutamente e rigorosamente piccola, non invasiva, discreta e molto, molto lenta, concepita per coloro che, come è successo a me in passato, per problemi al ginocchio o alla caviglia, sono impossibilitati a muoversi a piedi o in bicicletta; ma dovrebbe veramente procedere a passo di pedone, senza disturbare tutti coloro che usano il parco-strada, cioè al massimo a 8-10 chilometri all’ora, che è comunque molto più della velocità massima di un pedone.

So che ci sono tanti cittadini che hanno a cuore il nostro parco-strada, per non parlare delle associazioni che si battono, a costo del loro denaro e tempo libero, contro il progetto che stravolgerebbe la vita di migliaia di persone, sottraendoci una risorsa che tutti ci invidiano (spesso a Montesilvano arrivano d’estate turisti e atleti da fuori, e rimangono sbalorditi da quella che loro chiamano “un’autostrada pedonale e ciclabile”). A loro mi
appello, per riflettere sulle nostre ragioni, e sulle ragioni della parte a noi avversa, per poter meglio difendere quello che ci vogliono togliere. E, se necessario, faccio appello a chiunque voglia mettersi in gioco personalmente, se necessario, disposti a infrangere le leggi quando considerate ingiuste, coi mezzi della disobbedienza civile e della resistenza nonviolenta. Io sono pronto: voi?"

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