Il centro del riuso di via Nilo a Montesilvano aprirà a settembre, approvato il regolamento per la gestione

Lo scopo del centro sarà quello di favorire, con altre strutture similari, l’organizzazione di una filiera regionale del riuso, articolata e interconnessa con la rete dei centri di raccolta comunali e intercomunali dei rifiuti urbani e assimilati

Il consiglio comunale di Montesilvano ha approvato all'unanimità il regolamento per la gestione del centro del riuso "Cric" in via Nilo nella seduta di ieri, martedì 26 maggio.
Lo scopo del centro sarà quello di favorire, con altre strutture similari, l’organizzazione di una filiera regionale del riuso, articolata e interconnessa con la rete dei centri di raccolta comunali e intercomunali dei rifiuti urbani e assimilati.

Il Cric è costituito da locali e aree coperte, presidiato e allestito, dove si svolge unicamente attività di consegna e prelievo di beni usati ancora utilizzabili e non inseriti nel circuito della raccolta dei rifiuti urbani e assimilati.

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«La città», spiega il vice sindaco con delega all'Igiene Urbana, Paolo Cilli,  «si dota di un regolamento sul funzionamento del Centro del riuso la cui apertura, a causa dell’emeregenza sanitaria, slitterà a settembre. Dopo la fase di progettazione e realizzazione si conclude oggi l’ultima fase, dell’assegnazione della struttura, grazie anche a un precedente finanziamento della Regione Abruzzo. Con l’attivazione del Cric verrà sviluppata la prevenzione della produzione dei rifiuti, contrastando la cultura dell’usa e getta, si sosterrà la diffusione di una cultura del riuso dei beni basata su principi di tutela ambientale e di solidarietà sociale. Si favorirà inoltre la promozione del reimpiego e il riutilizzo dei beni usati, prolungandone il ciclo di vita oltre le necessità del primo utilizzatore, in modo da ridurre la quantità di rifiuti da avviare a trattamento e smaltimento, consolidare il concetto di Economia Circolare del rifiuto e concorrere alla corretta gestazione del programma Rifiuti Zero. Nel Cric sono accettati i beni di consumo ancora in buono stato (anche dal 
punto di vista igienico) e funzionanti, che possono essere efficacemente 
rutilizzati per gli usi, gli scopi e le finalità originarie».

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