La casa rifugio di Montesilvano apre le porte alle donne vittime di violenza

La struttura sarà disponibile entro il mese e potrà accogliere fino a 6 ospiti. Un servizio di accoglienza e di assistenza coordinato con il centro antiviolenza e l'azienda speciale. Soddisfatto l'assessore Barbara Di Giovanni

L'assessore alle Politiche Sociali, Barbara Di Giovanni

Un immobile utilizzato in precedenza per il progetto Sprar è stato riconvertito in casa rifugio per donne vittime di violenza. La nuova struttura pubblica di accoglienza sarà abitata già da questo mese di maggio da coloro che hanno subìto maltrattamenti sia di natura fisica che psicologica o che soffrono, con i figli minori a carico, l'abbandono e la trascuratezza del coniuge.

Le segnalazioni provenienti dal centro antiviolenza e dall'azienda speciale di Montesilvano si uniscono alle denunce e i verbali di ospedali, pronto soccorso, servizi sociali e forze dell'ordine. Non viene fatta nessuna distinzione in merito allo stato giuridico, alla territorialità comunale o alla cittadinanza della richiedente.

Massima riservatezza anche riguardo l'ubicazione, a tutela della sicurezza delle donne ospitate e dei loro bambini. La casa rifugio può ospitare fino ad un massimo di sei posti letto.

"Sono due le modalità di accoglienza - spiega l'assessore alle politiche sociali, Barbara Di Giovanni - quella ordinaria è attivata quando la donna vittima di violenza ha necessità di uscire dalla propria abitazione e trasferirsi in un contesto protetto, anche in assenza di emergenza immediata legata alla propria incolumità. La modalità “d’urgenza” è attivata quando è necessario allontanare immediatamente la donna, ed eventuali figli minori, dalla propria abitazione per tutelarne l'incolumità".

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Per ognuna di loro verrà poi redatto un piano di reinserimento sociale.

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