Domenica, 14 Luglio 2024
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Già condannato per atti persecutori torna a vessare e minacciare di morte la ex: arrestato dai carabinieri di Montesilvano

Incursioni notturne davanti all'abitazione, pedinamenti e minacce a lei e i familiari anche davanti alla caserma dove era andata per sporgere una nuova denuncia: questi alcuni dei comportamenti persecutori che avrebbe attuato fino a quando i militari non lo hanno arrestato di nuovo (la prima denuncia era del 2016) in flagranza di reato

Un vero incubo quello di una donna vittima di atti persecutori da parte dell'ex compagno che nonostante fosse già stato condannato nel 2017 a un anno e quattro mesi di reclusione per il reato che ora gli si contesta di nuovo, ha proseguito nel suo comportamento vessatorio tanto che sarebbe arrivato a minacciare lei e la madre persino davanti alla caserma dei carabinieri di Montesilvano. Solo l'ultimo di una serie di comportamenti vessatori che hanno portato nuovamente al suo arresto

Una relazione durata undici anni quella tra i due con la prima denuncia per stalking fatta dalla donna nel 2016 a seguito della quale l'uomo era stato sottoposto alla misura cautelare del divieto di avvicinamento, interrotta poi a seguito della sentenza di condanna definitiva.

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Dopo un periodo di apparente calma nei giorni scorsi la donna si è presentata di nuovo in caserma per sporgere una seconda denuncia per le persecuzioni di cui continuava ad essere oggetto. L'uomo, infatti, non solo si sarebbe più volte recato in piena notte davanti alla sua porta di casa prendendola a pugni e calci, ma avrebbe minacciato di morte sia lei che i suoi familiari anche in strada. In un'occasione l'avrebbe attesa anche fuori di casa e il giorno in cui l'ex compagna con la madre stava andando a sporgere denuncia sarebbero state entrambe minacciate con questa frase: “andate pure dai carabinieri tanto vi ammazzo lo stesso”. Non contento le avrebbe attese all'esterno seguendole fino in centro dove di nuovo le avrebbe pesantemente minacciate di morte.

A quel punto i militari sono intervenuti arrestandolo in flagranza di reato per atti persecutori e portato nel carcere di Pescar su disposizione del sostituto procuratore della Repubblica. L'unica giustificazione che avrebbe saputo fornire è quella di dirsi “innamorato” della sua ex e di essere pervaso dalla gelosia e la voglia di vederla.

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