Montesilvano

Insieme e A.N.A.S. fuori dai locali di via Calabria con un preavviso di soli 3 giorni

Le due associazioni attaccano l'amministrazione comunale: "Ci sentiamo boicottati e chiediamo uno stabile idoneo a ospitarci e continuare a svolgere le nostre attività indispensabili sul territorio"

L'Associazione Insieme e l'Associazione A.N.A.S. il 27 ottobre riconsegneranno al Comune di Montesilvano le chiavi dello stabile di via Calabria 1, e non per scelta; la comunicazione è giunta ieri, a tre giorni dall’incontro previsto con il sindaco Francesco Maragno. L’appuntamento con il primo cittadino, per le due associazioni, era infatti previsto il 27 ottobre stesso, alle ore 17.

Questi locali erano stati dati in comodato d'uso con contratto all'Associazione Insieme in data 2007 dall'amministrazione del sindaco Cordoma, successivamente il 5 settembre 2012 c’è stata l'affiliazione con l'Associazione A.N.A.S. (Associazione Nazionale Azione Sociale) associazione riconosciuta dal Ministero dell'Interno e dal Papa come associazioni caritatevoli, e la successiva nomina al provinciale del Presidente Galvani Maria. Nel 2013, poi, c'è stata la nomina del Presidente Regionale A.N.A.S. Stefano Mezzanotte. Si tratta di associazioni che lavorano in collaborazione.

L’11 ottobre 2012, con la nuova amministrazione guidata da Attilio Di Mattia, il contratto è stato cambiato, visto che nello stesso locale è stata inserita anche l'associazione dei sommozzatori "Insieme nel blu".

"A distanza di quasi un anno, precisamente il 24 luglio 2013, ci è stato comunicato dall’Ente il recesso del contratto di comodato d'uso; motivazione: assenza del nostro operato sul territorio - spiegano le due associazioni in una nota - In data 26 settembre 2013 il nostro legale ha richiesto l'accesso agli atti e la relazione fatta dal direttore dell’azienda sociale, in cui venivano evidenziate le nostre mancanze ma a tutt'oggi non abbiamo avuto nessun riscontro della nostra richiesta.

Da notare che in questi anni vissuti nei locali, l’associazione e il suo operato erano noti anche ad assessori attualmente in carica, erano e sono a conoscenza dello svolgimento delle nostre attività tanto più che la nostra associazione è stata anche invitata a manifestazioni alle quali abbiamo partecipato addirittura fino alla scorsa estate (finita da poco più di un mese!).

Il 4 settembre 2016 l’associazione ha ricevuto la telefonata della proprietaria dello stabile dov’è ospitata l’associazione stessa: in quel momento è stato riferito che il Comune ha disdetto il contratto di affitto a tutte le associazioni presenti nello stabile suddetto senza però annunciare una data specifica, motivo per cui è stato chiesto un appuntamento al sindaco il quale ha riferito, in buona fede, di non sapere nulla della nostra presenza nello stabile ed ha richiesto una relazione delle attività svolte; è stato il sindaco a sottolineare che al momento mancano locali utili, vista la nostra richiesta di poter usufruire dei locali della casa sequestrata in via Adige.

Secondo quanto riportato da Maragno, infatti, la casa era stata già assegnata ad altra associazione (Protezione Civile) e dunque ha invitato le nostre associazioni a partecipare al futuro bando per l’assegnazione dei locali presso la struttura dell'Ex Monti, dove verranno accolte varie associazioni a giorni alterni, ma è stato necessario far presenta al sindaco, data la collaborazione con la U.E.P.E. (Ufficio di Esecuzione Penale Esterna) che abbiamo utenti in messa in prova dunque bisogna garantire stabilità ed una continuità dei giorni nei locali.

L’11 ottobre è stata protocollata la sopra citata relazione richiesta dal sindaco sulle nostre attività; nello stesso momento, visto che la Protezione Civile, ossia la reale assegnataria degli edifici di via Adige ha rifiutato i locali poiché non idonei, è stata fatta  nuova richiesta d'uso gratuito dei locali presso questa via ma l’unica risposta è stata la possibilità di prendere di nuovo appuntamento con il sindaco per il 27, data ormai inutile visto che in quello stesso giorno dobbiamo lasciare i locale.

E’ stata l’assessore Parlione, incaricata dal sindaco, a ribadire l’impossibilità di usufruire dei locali di via Adige, malgrado la relazione consegnata e secondo quanto riferito da lei, anche letta.

Nell’ultimo mese, vista la situazione, abbiamo dovuto sospendere il servizio di doposcuola per bambini con disturbo specifico dell’apprendimento, raccolta alimentare e vestiario per famiglie indigenti.

Adesso ci chiediamo: ma se quella associazione ha rifiutato la possibilità di usufruire dei locali di via Adige, questa possibilità a chi è stata data?

Ci sentiamo boicottati e chiediamo uno stabile idoneo a ospitare la nostra associazione e continuare a svolgere le nostre attività indispensabili sul territorio. Inoltre, visto che il sindaco Francesco Maragno ci ha esortati a consultare l’assessore Maria Rosaria Parlione, chiediamo che siano date anche da lei delle risposte ai nostri utenti".

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