Cronaca

Mercatino etnico, gli immigrati si mobilitano: in 120 da un anno aspettano di tornare a lavorare

Appello della Cgil: "Diciamo no alle strumentalizzazioni della Destra". Chiesta anche l'apertura di un tavolo permanente. Il sindaco Alessandrini ha ricevuto in Comune i rappresentanti della comunità senegalese e cingalese

A un anno dallo sgombero del mercatino etnico dalle aree di risulta la città di Pescara attende risposte, a conclusione del percorso avviato dal Comune per rendere operativo il trasferimento sotto al tunnel della stazione ferroviaria. Questo il senso del presidio davanti al Municipio organizzato oggi dai rappresentanti di Cgil, Rifondazione Comunista, Comunità degli Immigrati di Pescara e cittadini di nazionalità africana e bengalese. Il sit-in si è aperto con un minuto di raccoglimento per le vittime dell'attentato di Londra.

"Questo presidio pacifico non è contro la Giunta, ma contro il Consiglio comunale che deve dare risposte attese ormai da un anno - ha detto Patrick Goubadia dell'Ufficio Immigrazione Cgil - A questi oltre 120 lavoratori autonomi dobbiamo dare la possibilità di lavorare, dando seguito a soluzioni già individuate. Chiediamo anche l'apertura di un tavolo permanente. Diciamo no alle strumentalizzazioni della Destra".

Il sindaco Marco Alessandrini ha poi ricevuto la delegazione guidata dalla Cgil Pescara e dai rappresentanti della comunità senegalese e cingalese sull'iter per la realizzazione del Mercato Etnico e dell'Integrazione. Erano presenti alla riunione anche i consiglieri Daniela Santroni, Ivano Martelli, Tonino Natarelli e il dirigente del Servizio Mercati Gaetano Silverii. Alessandrini ha assicurato che l'idea del mercatino sotto il tunnel della stazione non è stata affatto abbandonata: "Continuiamo a muoverci verso la soluzione già individuata in passato. Questa è una città accogliente".

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