Cronaca

Relazioni su telefonate tragedia hotel Rigopiano inviate in ritardo, indagato un ufficiale dei carabinieri

Come riferisce l'AdnKronos, a rivelarlo è il quotidiano "Il Messaggero", e l'ufficiale indagato sarebbe il tenente colonnello Massimiliano Di Pietro fino a qualche settimana fa comandante del Nucleo Investigativo

Ci sarebbe un quarto carabiniere indagato (oltre a 3 carabinieri forestali) dalla Procura della Repubblica di Pescara per la gestione delle indagini (inchiesta quater) sulla tragedia dell'hotel Rigopiano di Farindola, a causa della quale morirono 29 persone.
Come riferisce l'AdnKronos, a rivelarlo è il quotidiano "Il Messaggero", e l'ufficiale indagato sarebbe il tenente colonnello Massimiliano Di Pietro fino a qualche settimana fa comandante del Nucleo Investigativo.

Per Di Pietro, trasferito nelle Marche, l'accusa è di falso per il ritardo nell'invio in procura delle relazioni del Ris e l'ipotesi di reato è appunto il falso materiale e ideologico a proposito delle telefonate con le richieste di aiuto fatte dal cameriere dell'albergo Gabriele D'Angelo la mattina del 18 gennaio 2017.

Il coinvolgimento del colonnello, si legge sul quotidiano, "sarebbe legato all'invio in procura delle relazioni tecniche del Ris sui telefonini di alcune delle vittime. Tra i dati estratti dal reparto scientifico dell'Arma c'è anche lo screenshot con le chiamate alla prefettura la cui importanza viene sottolineata dal Ris che la definisce di potenziale interesse investigativo. Eppure la relazione tecnica che porta la data del 17 marzo 2017, appena due mesi dopo la sciagura, finisce nelle mani dei magistrati soltanto a novembre, accompagnata da una nota dell'allora maggiore Di Pietro in cui si precisa "qualora non pervenute, si ritrasmettono le note tecniche".

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