menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Mare sporco, cade l'accusa di falso per Alessandrini e Del Vecchio

Resta invece in piedi l'omissione di atti d’ufficio. Gli indagati hanno 20 giorni di tempo per presentare memorie e documenti difensivi, poi i pm decideranno se chiedere il rinvio a giudizio

Concluse le indagini a carico del sindaco di Pescara Marco Alessandrini, del vicesindaco Enzo Del Vecchio e del dirigente comunale Tommaso Vespasiano, per la vicenda relativa alla mancata emissione del divieto di balneazione. I pm Mantini e Di Serio hanno chiesto l’archiviazione per il falso in atto pubblico, mentre resta in piedi, per tutti e tre gli indagati, il reato di omissione di atti d’ufficio.

Secondo i pubblici ministeri, infatti, “pur avendo piena contezza, in particolare Vespasiano e Del Vecchio, che sin dalla data del 23 luglio 2015 il tratto di mare ricompreso entro il perimetro tra via Balilla e il porto fosse non idoneo alla balneazione, omettevano di emanare idonei provvedimenti amministrativi volti a tutelare la salute pubblica e a impedire o limitare la pubblica balneazione di quel tratto costiero”.

Alessandrini, Del Vecchio e Vespasiano avranno 20 giorni di tempo per presentare memorie e documenti difensivi. Subito dopo i pm decideranno se presentare la richiesta di rinvio a giudizio.

Per quanto riguarda, invece, la gestione delle due ordinanze relative all’emissione e alla revoca del divieto di balneazione, Mantini e Di Serio chiedono l’archiviazione con riferimento al reato di falso perchè “l’ordinanza che si assume oggettivamente falsificata nella sua data apparente, in difetto del requisito essenziale della sua pubblicazione, fu in concreto inidonea a ledere e/o tradire il bene interesse del pubblico affidamento”.

I tre indagati, insomma, “con un intervento francamente eccentrico rispetto allo scopo e oltremodo esorbitante anche avuto riguardo al risultato in concreto realizzato", miravano "semplicemente a ricostruire ex post un simulacro di iniziale e incompiuta azione amministrativa volta a giustificare, in ambito politico o di controllo postumo, la completezza o incompletezza dell’intervento che essi intempestivamente attuarono per salvaguardare la salute dei cittadini”.

Dalla sua pagina Facebook, il sindaco ha così commentato la notizia: "L'ipotesi di falso in atto pubblico e' già stata archiviata per infondatezza della notizia di reato. Resta ancora al vaglio dei pm quella dell'omissione. I processi si fanno nei tribunali (quelli mediatici mi garbano poco) e in quella sede spiegherò le mie ragioni, come sempre fiducioso nell'operato della magistratura".

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

IlPescara è in caricamento