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Mare pulito a Pescara: l'opinione dell'Arta e dei bagnanti

Nei giorni scorsi l'Arta ha diffuso i risultati delle analisi sull'acqua del mare del pescarese, che dimostrano come l'inquinamento sia notevolmente sceso quest'anno. IlPescara ha sentito l'ing. Spatola Mayo dell'Arta ed alcuni bagnanti della zona per conoscere le loro opinioni

Qualche giorno fa, l'Arta ha diffuso i risultati riguardanti le analisi sull'acqua marina delle coste pescaresi. I campioni fanno riferimento alla situazione del mese di agosto, e mostrano un notevole calo delle sostanze inquinanti, rendendo di fatto le acque di Pescara balneabili in tutti i tratti della costa, fino a Città Sant'Angelo.

L'ingegnere Carlo Spatola Mayo, dell'Ufficio Settore Biotossicologico, Acque fluviali e Depurazione dell'Arta, ha risposto alle nostre domande riguardanti la situazione del mare pescarese, i provvedimenti e controlli intrapresi dall'Arta e gli interventi da compiere per migliorare ulteriormente la situazione.

A cosa è dovuto questo notevole miglioramento della qualità delle acque?

Il miglioramento è riconducibile all'attività di controllo effettuata dal dipartimento provinciale ARTA di Pescara, e all'attivismo che l'ACA sta dimostrando in seguito alla regolarità, alla serietà, all'approfondimento dei controlli effettuati e alle connesse denunce all'autorità competente e alla procura nei casi più gravi.



Come avete agito a livello operativo e strategico per effettuare i controlli?

L'attività è nata come progetto interno al dipartimento ARTA di Pescara, conseguentemente alla necessità di creare un database di tutti gli impianti di depurazione pubblici esistenti in provincia di Pesca ra.

Il risultato non è davvero confortante: ai controlli effettuati nessun depuratore era perfettamente rispondente alle norme anche se una diecina, il 20% quindi, funziona discretamente bene. ma il rimanente 80% è in condizioni tra lo scadente e il pessimo.

Quasi nessun impianto ha la doppia linea di trattamento,  il 60% non riesce ad ossidare efficacemente i composti azotati, il 40% non è efficace nell'abbattere i tensioattivi, il 30% presenta problemi di tossicità del refluo e ben il 60% non riesce ad abbattere efficacemente la carica batterica.



Quali sono le aree ancora a rischio?

Le aree ancora a rischio sono ovviamente le zone più vicine alle foci fluviali, anche se il nostro territorio, compreso com'è tra due foci importanti come quelle del Pescara e del Saline non si può mai ritenere al sicuro.

Poi ci sono altri fattori da tenere in conto, come la scarsa profondità del litorale, che non favorisce la diluizione, e la diga foranea, un madornale errore di progettazione che pagano ogni anno i pescaresi e del quale qualcuno dovrebbe rispondere, credo, prima o poi.



Cosa bisogna fare per mantenere questi livelli soddisfacenti e puntare a livelli d'eccellenza?

Guardi che siamo appena agli inizi e parlare di eccellenza è un po' azzardato, diciamo prematuro. Quest'anno la qualità dell'acqua di balneazione è stata migliore di quella degli anni passati, la gente sulle spiagge è contenta e probabilmente il prossimo anno potrà decidere di tornare, non come i turisti che sono fuggiti la stagione passata.

Ma l'eccellenza è un'altra cosa: è, ad esempio, avere tutti i depuratori del territorio a norma di legge, in modo da poter consegure gli obiettivi di qualità ambientale previsti dalla direttiva europea 200/60 entro il 2015. Ciò significherà da una parte avere tutti i corsi d'acqua in uno stato ecologico definito "buono", e quindi, per intenderci, in condizioni ecologiche "con piccoli scostamenti dallo stato di assoluta naturalità", conseguentemente avere un mare veramente perfetto durante tutta la stagione balneare, infine non pagare dal 2015 in poi le sanzioni europee previste per la non osservanza della direttiva.

Per spiegare meglio cos è lo stato ecologico "buono" dei fiumi possiamo dire, semplificando un po', tornare a fare il bagno nei fiumi dopo alcuni decenni di follia collettiva che li ha voluti ridurre a dei collettori fognari a cielo aperto.



IlPescara è voluto anche andare a sentire il parere dei "fruitori" principali delle acque marine del pescarese: i bagnanti.

Quei bagnanti, sia turisti provenienti da altre regioni o dall'estero, sia residenti che conoscono bene il nostro mare, che quest'estate sono stati al centro di diverse polemiche e questioni soprattutto in merito ai parcheggi sul lungomare.

La signora Filomena, 68 anni, nata e vissuta a Pescara, si dice effettivamente soddisfatta dell'acqua del mare di Pescara, in particolare nel tratto vicino alla Madonnina. "Quest'anno ho trovato l'acqua molto più pulita rispetto agli altri anni, quando la situazione era davvero pessima. Certo, non c'è paragone rispetto a quando, tanti anni fa, ero giovane e venivo a fare il bagno ogni mattina. Comunque sono contenta, speriamo che anche l'anno prossimo sarà così".

Spostandoci nei pressi della Nave di Cascella, anche qui il parere di diversi giovani pescaresi che affollano la spiaggia libera è positivo.

"L'acqua mi sembra abbastanza pulita, soprattutto nelle ultime settimane, mentre a giugno, quando siamo venuti per i primi tuffi, era un pochino più sporca. Negli ultimi due anni invece ci siamo trovati male, pensavamo di spostarci nella zona della Torre di Cerrano, dove il mare è sempre pulito, ma abbiamo deciso di rimanere qui visto che la situazione è migliorata" ci rispondono Marco e Valeria, entrambi ventenni.

Andando sempre più a nord, a Montesilvano, abbiamo voluto sentire alcuni turisti non residenti. Si tratta del sig. Maurizio, in vacanza con la propria famiglia che arriva da Ferrara.

"A dire la verità è il primo anno che vengo a Pescara in vacanza. Negli anni passati sono stato prima a San Benedetto del Tronto, poi nel Salento. Personalmente, il mare è in condizioni buone, non posso dire di essere rimasto particolarmente stupito dalla pulizia e trasparenza dell'acqua, ma almeno ad occhio sembra pulito. Quello che secondo me manca è un'offerta di servizi ed attrazioni variegata ed interessante sulla spiaggia. Ma questo è un altro discorso".

La signora Giovanna, invece, ristoratrice di Torino, è abbastanza scettica: "Personalmente vengo qui da due anni. L'anno scorso era davvero brutta l'acqua, tanto che alcune mie amiche che di solito mi accompagnano hanno deciso di cambiare meta. Quest'anno è un pò meglio, ma non so se l'anno prossimo tornerò."

Infine, abbiamo voluto sentire anche chi, forzatamente, il mare e la spiaggia lo hanno potuto vivere già dal mese di aprile. Si tratta dei terremotati aquilani, ospiti nelle strutture alberghiere della costa pescarese.

Antonio, 43 anni, ci confessa: "Beh, di sicuro nel dramma di vivere lontano da casa a causa del terremoto, un piccolo aspetto positivo c'è: ho potuto portare i miei figli al mare per tutta l'estate, cosa impossibile prima. Oltretutto, qui sulla costa pescarese, dove siamo venuti ogni tanto in vacanza, mi sembra che il mare e la spiaggia siano in ottime condizioni".

Dunque i diretti interessati confermano i risultati delle analisi condotte dall'Arta. Pescara e dintorni hanno un mare di nuovo abbastanza pulito.

Speriamo che questo sia di buon auspicio anche per i prossimi anni, e che non si tratti di una semplice stagione fortunata.

Sapere che l'Arta e l'Aca si stanno impegnando al massimo per ottenere sempre risultati migliori, di certo è una garanzia in più.

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