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Venerdì, 21 Giugno 2024
Cronaca

Niente materasso antidecubito in pronto soccorso per un paziente tetraplegico: la Cgil denuncia e la Asl chiarisce

Indispensabile per evitare piaghe e l'aggravamento delle lesioni il materasso non sarebbe stato nella disponibilità dell'ospedale, riferisce Claudio Ferrante che fa sapere di aver chiesto l'intervento dei carabinieri. La Asl: "Il paziente è arrivato il venerdì (17 maggio) sera, inoltrata subito la richiesta, ma c'erano il sabato e la domenica. Massima cura nei suoi confronti"

Ci sarebbero voluti due giorni pieni perché a un paziente tetraplegico giunto al pronto soccorso di Pescara venerdì 17 maggio per una insufficienza respiratoria, fosse fornito il necessario materasso antidecubito. A denunciare quanto sarebbe avvenuto è la Cgil di Pescara e in particolare Claudio Ferrante, responsabile dell’ufficio politiche per la disabilità della Cgil Pescara che ha vissuto accanto al paziente la vicenda spiega riferendo anche di aver chiesto l'intervento dei carabinieri, e il segretario generale della Cgil Pescara Luca Ondifero. Una vicenda a seguito della quale il sindacato chiede un incontro alla Asl con cui un tavolo di confronto, ricorda, è già stato aperto. 

Asl che nel frattempo, raggiunta da IlPescara, fornisce la sua versione assicurando che è stata posta la massima cura nei confronti del paziente arrivato intorno alle 19.30 nel pronto soccorso. La richiesta sarebbe stata inoltrata per questione di tempistiche la mattina successiva, con il materassino arrivato il lunedì mattina essendoci i due giorni festivi nel mezzo, ma con l'assicurazione che per tutto il tempo è stata assicurata la massima assistenza. Una risposta che fornisce, numeri alla mano, anche nei confronti dell'altro problema sollevato da Ferrante: quello del sovraffollamento e la presenza di barelle lungo i corridoi. 

La denuncia della Cgil: "Materassino non disponibile, la colpa è del sistema al collasso non di medici e infermieri"

“La persona viene presa in cura dal pronto soccorso – esordisce Ferrante raccontando quanto sarebbe avvenuto – e si rende necessario il trasferimento in pneumologia, come succede spesso il posto non c’è e vengono fornite le cure sul posto, ma il pronto soccorso è sprovvisto di materasso antidecubito indispensabile per i malati con lesioni midollari. Tale necessità è stata subito comunicata ai sanitari direttamente dal paziente in quanto senza tale presidio il rischio di lesioni è elevatissimo – sottolinea -  Risultato? Grazie a tale mancanza arriva un vistoso e preoccupante arrossamento della pelle che fa prefigurare la possibile insorgenza di piaghe da decubito. Domenica 19 maggio mi sono visto costretto a chiamare i carabinieri. Le forze dell’ordine hanno constatato la mancanza del materasso, per il quale il pronto soccorso aveva fatto richiesta. Il materasso è arrivato soltanto nella mattinata di lunedì 20 maggio”, chiosa Ferrante.

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“Una struttura sanitaria che non ha a disposizione immediata di un materasso a bassa pressione con i relativi cuscini d’aria è la concreta rappresentazione della cattiva gestione di un sistema sanitario che non si prende cura adeguatamente dei pazienti”, aggiunge Ondifero sottolineando che “il pronto soccorso di Pescara non è più esclusivamente il luogo per affrontare l’emergenza urgenza e per una prima valutazione clinica, ma è diventato un vero e proprio reparto, peraltro mal funzionante”.

“Con la mia carrozzina sono entrato al pronto soccorso e ho visto pazienti nei corridoi a destra e a sinistra probabilmente in attesa di ricovero; addirittura per poter passare hanno dovuto spostare le barelle di quei poveri pazienti – racconta Ferrante parlando della sua esperienza -. Scopro che ci sono pazienti al pronto soccorso in attesa di ricovero dal 7 maggio, per stessa ammissione del medico responsabile. Senza parlare della sala d’attesa piena di pazienti in attesa di cure. Certamente la colpa non è dei medici o degli infermieri che sono pochi e hanno pochi mezzi e cercano di fare quello che possono, ma di un sistema sanitario al collasso che non è più in grado di dare risposte alle cure di molti pazienti”.

“Bisogna riaffermare il carattere universalistico della sanità pubblica - conclude Ondifero – e sono necessarie risorse finanziarie adeguate, incrementi del personale e interventi strutturali che devono riguardare anche il territorio. Chiediamo un incontro urgente alla direzione Asl di Pescara che non sta dando seguito ad un tavolo di discussione aperto con la nostra organizzazione sindacale già da qualche mese".

La replica della Asl: "Massima assistenza al paziente, le persone sempre al centro di ogni azione"

Il paziente in pronto soccorso è arrivato alle 19.30 di venerdì 17 maggio. Fatto il triage in area critica è arrivato alle 23.30 con la richiesta del materasso da decubito inoltrata il sabato mattina e l'arrivo dello stesso nella mattina del lunedì, spiega la Asl contattata da IlPescara. A influire sulla tempistica i due giorni festivi nel mezzo o probabilmente si sarebbe avuta anche una risposta più immediata, sottolinea l'Azienda sanitaria, che sottolinea come quello del pronto soccorso non sia un reparto di degenza e che l'assistenza è stata garantita tanto che, sottolinea, nella cartella clinica del paziente è stato indicato di spostarlo ogni due ore proprio per evitare che potessero insorgere piaghe.

Sul sovraffollamento il problema è noto e persiste sia perché ci sono i reparti pieni, sia perché il pronto soccorso proprio per questo è diventato sempre più simile a un reparto e sia perché il bacino di utenza del pronto soccorso di Pescara è, come noto, molto ampio con il numero degli accessi in costante crescita. A parlare sono i numeri, fa sapere la Asl che spiega come dal primo gennaio al 10 maggio ci siano stati mille 800 accessi in più nell'emergenza urgenza rispetto allo stesso periodo del 2023 che si contano oggi in 25mila 865 in totale.

“Il primo obiettivo è quello di garantire il diritto alla cura a tutti i pazienti che arrivano e alla sua salute. La persona è sempre al centro e si mettono in atto tutte le azioni necessarie affinché la permanenza in pronto soccorso sia adeguata”, conclude quindi la Asl che fa infine sapere di essersi già mobilitata per migliorare ulteriormente l'assistenza, ma ribadendo che comunque, come anche nel caso del paziente tetraplegico, l'attenzione non sia mai mancata.

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