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Promettono 27 milioni di euro di finanziamenti mai concessi, nei guai 4 intermediari finanziari abusivi [FOTO-VIDEO]

Il provvedimento, ovvero l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, costituisce l’esito di complesse indagini eseguite dai militari del nucleo di polizia economico finanziario

Quattro ordinanze di applicazione della misura cautelare emessa dal Gip del tribunale di Novara sono state eseguite questa mattina, venerdì 11 dicembre, dalla guardia di finanza di Pescara nei confronti di altrettanti persone di Novara, Bresso, Francavilla al Mare e San Salvo.
Il provvedimento, ovvero l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, costituisce l’esito di complesse indagini eseguite dai militari del nucleo di polizia economico finanziario. 

La Procura della Repubblica di Novara ha contestato agli indagati il reato di associazione a delinquere con la finalità di commettere delitti di abusiva attività di mediazione creditizia, truffa pluriaggravata e sostituzione di persona.

Gli indagati, non iscritti nell’elenco dei mediatori creditizi e in totale assenza delle abilitazioni di legge, come fanno sapere dalle Fiamme Gialle, hanno esercitato abusivamente, nei confronti di una vasta platea di clienti (almeno 133 le vittime finora accertate), l’attività di mediazione creditizia promettendo finanziamenti, in realtà mai concessi, per un importo complessivo pari a 26 milioni 993 mila euro.

In particolare, gli indagati, nel proporre e promettere finanziamenti, hanno richiesto in acconto alle vittime, con artifizi e raggiri, sostanziosi importi a titolo di anticipazioni di spese di gestione, utilizzando documentazione bancaria artefatta e falsi contratti assicurativi e spendendo, in diverse occasioni, la denominazione di veri istituti di credito svizzeri e della Repubblica Ceca nonché quello di una nota compagnia assicurativa.

Come ricostruisce la guardia di finanza, il sistema degli illeciti era ben collaudato poiché gli indagati, con la finalità di ostacolare la privata difesa delle vittime e di assicurare gli ingiusti profitti realizzati, hanno interposto una società di diritto elvetico, formalmente rappresentata da un cittadino svizzero, ma, di fatto, a loro riconducibile. All’esito della complessa attività investigativa è stato quantificato in 540.475 euro l’illecito profitto derivante dall’abusiva attività di mediazione creditizia e truffa commessa in diverse regioni del territorio nazionale.

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