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Influenza A H1/N1: rischi, sintomi e suggerimenti per affrontarla correttamente

Il virus dell'influenza A è arrivato anche nel pescarese, colpendo soprattutto i bambini. Ecco una nota del dott. Enrico Lanciotti, Presidente dell'Ordine dei Medici di Pescara, che informa i cittadini dei possibili rischi del virus, indicando i comportamenti da seguire in caso di contagio

Pubblichiamo la nota del dott. Enrico Lanciotti, Dirigente Medico e Presidente dell'Ordine dei Medici ed Odontoiatri della Provincia di Pescara, inviata al sindaco di Città Sant'Angelo Gabriele Florindi, riguardante l'influenza A H1/N1. La nota è stata spedita dal sindaco ai suoi concittadini unitamente ad una lettera.


Alle Famiglie del Distretto di Citta Sant'Angelo

Care Famiglie,

da medico e genitore di due bimbi in età scolare, comprendo perfettamente come sia difficile mantenere la serenità a fronte di una comunicazione convulsa e spesso contraddittoria che martella da mesi sull'influenza A H1/N1 (suina).

Eppure l'A H1/N1 è una normale influenza, come quelle che ogni anno affrontiamo durante l'anno scolastico.

Come ogni brava influenza che si rispetti presenta gli stessi identici sintomi (febbre oltre i 38°, dolori di ossa, tosse e, prevalentemente nei più giovani, alle volte anche interessamento dell'apparato gastroenterico) e lo stesso identico decorso (pochi giorni di febbre e recupero dello stato di salute in circa una settimana).

E nello stesso modo la si cura con il riposo a casa, con i farmaci sintomatici ed un'abbondante idratazione.

Produce anche le stesse rare complicanze di ogni influenza, prevalentemente a carico dell'apparato respiratorio -verso cui questo virus mostra una maggiore "affinità" - con polmoniti virali o da sovrapposizione batterica. In questi casi, come sempre, sarà il medico di fiducia a diagnosticarle ed a prescrivere l'adeguata terapia.

L'aggressivita dell'A H1/NI sull'organismo umano e la sua letalità sono, ad oggi, di gran lunga inferiori - ad esempio - a quelle dell'influenza dello scorso anno.

Perche allora se ne fa un gran parlare da mesi?

Anzitutto perche è un'influenza pandemica.

Essendo un virus "nuovo" - per il quale pare abbiano una qualche memoria anticorpale solo i più maturi, forse perche hanno affrontato in tempi remoti una influenza simile a questa - esso si e sparso rapidamente in tantissimi paesi del mondo non incontrando resistenze indotte da un precedente contatto naturale con il virus o con il vaccino che, come noto, ha comportato alcuni mesi per il suo allestimento.

La velocità di propagazione ha preoccupato gli esperti soprattutto per l'aspetto sociale che riveste un'influenza. Essa, infatti, per la contagiosita che la contraddistingue, è in grado di mettere in ginocchio la funzionalita e l'economia di un Paese producendo in breve tempo un alto numero di malati. L'anno passato, nonostante una efficace campagna vaccinale antinfluenzale, si sono ammalati in Italia oltre 4.000.000 di cittadini!

Inoltre, non avendo ancora disponibile un vaccino, era molto alto il timore di complicanze nei soggetti a rischio che ogni anno copriamo con l'antinfluenzale.

Infine, c'erano apprensioni sul fatto che l'A H1/N1, nel suo incedere da un Paese all'altro potesse "cambiare in corsa" e cioè mutare le sue caratteristiche diventando più aggressiva.

Tutti i dati oggi in possesso della Comunità Scientifica ci dicono, invece, che il virus è assolutamente stabile e meno grave dell'influenza stagionale.

Nei molti paesi dove la prima ondata influenzale si è gia esaurita essa non ha mostrato diversità significative rispetto alle normali epidemie stagionali.

Ed allora cosa fare?

Anzitutto, nel quotidiano, atteniamoci alle norme comportamentali individuali e di comunità ampiamente pubblicizzate ed assolutamente condivisibili.

Oggi circolano contemporaneamente l'influenza A H1N1, I'influenza stagionale e molte decine di virus parainfluenzali che producono tutti la stessa sintomatologia.

Anche l'indagine epidemiologica effettuata a Città S. Angelo su un cluster (piu casi di sindrome influenzale) di una scuola materna ha confermato dai tamponi effettuati la presenza di più virus responsabili.

E' allora semplicemente necessario approcciare ogni caso di malattia riconducibile ad una sindrome influenzale con serenità, utilizzando i normali farmaci sintomatici e restando a casa almeno 48 ore ancora dopo la scomparsa della febbre. Gli antibiotici non curano le affezioni virali.

E' importante mantenere il contatto con il pediatra o il medico di famiglia perche in caso di rara complicanza essi, come già detto, sono assolutamente in grado di curarla e di adottare tutti i provvedimenti necessari.

L'influenza è contagiosa ed è quindi probabile che si propaghi anche al nucleo famigliare.

Evitate quindi i contatti stretti con il malato e non frequentate soggetti a rischio che potrebbero aggravarsi in caso di contagio perchè già affetti da malattie importanti.

Non recatevi al pronto soccorso senza aver prima consultato il vostro medico: rischiate di aggravare lo stato di salute con delle co-infezioni e di contagiare altre persone.

In questa fase di iniziale epidemia non vengono più effettuati a tappeto i tamponi per accertare la A H1N1, necessari invece fino a qualche tempo fa per monitorare e contenere l'arrivo della stessa. L' unico laboratorio accreditato in Abruzzo, presso l'Ospedale civile di Pescara, effettuera il test solo in caso di complicanze e su richiesta medica. I test da banco o effettuati presso gli ambulatori privati non sono validati e sono scarsamente affidabili. D'altro canto, condivise le premesse, ci saremmo mai sognati di accertare negli scorsi anni con un tampone se noi o i nostri figli erano affetti da influenza.

Misure di contenimento più drastiche, come la chiusura di ambienti collettivi o altro, forse praticabili nella precedente fase per la mancanza di un vaccino, in Paesi con servizi sanitari diversi e meno capillari del nostro o con condizioni socio-economiche molto precarie, non sono allo stato raccomandate in Italia. In questa fase "i vantaggi derivanti dalla chiusura delle scuole appaiono decisamente modesti in relazione al problemi sociali, sanitari e di sicurezza che si verrebbero a creare" (fonte: Ministero della Salute).

D'altro canto i picchi epidemici sono previsti per i prossimi mesi e con questi virus conviveremo almeno fino alla prossima primavera, cosicchè la chiusura di ambienti collettivi appare davvero come un prowedimento da ponderare.

Quanto alla vaccinazione, essaèe assolutamente raccomandata per tutti i soggetti a rischio e fortemente consigliata per i più giovani. Anche sulla vaccinazione rivolgetevi con fiducia al vostro medico, per decidere insieme con consapevolezza.

Nella speranza di avervi offerto l'opportunita di un giudizio informato sulla scorta di elementi scientifici certi e verificabili, rinnovo l'impegno a comunicarvi eventuali importanti novità e vi porgo i miei più cari saluti.

Città Sant'Angelo, 31 ottobre 2009

Il Dirigente Medico

Dott. Enrico Lanciotti
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