Venerdì, 12 Luglio 2024
Incidenti stradali

È morto a Roma a seguito di un incidente il giudice abruzzese Stefano Venturini

Originario di Tagliacozzo (L'Aquila) e per anni giudice al tribunale di Avezzano, la sua notizia ha sconvolto tutti e tanti sono i messaggi di cordoglio e vicinanza alla famiglia. Venturini era in moto giovedì 13 quando si è scontrato con un altro centauro: è deceduto il venerdì

Era originario di Tagliacozzo (L'Aquila) Stefano Venturini, il giudice 63enne della corte d'appello di Roma deceduto a seguito di un incidente avvenuto nella capitale, in zona Roma Nord. A riportare la notizia della sua morte è RomaToday.

Il magistrato era in moto su via della Giustiniana intorno alle 16 di giovedì 13 giugno, quando per ragioni ancora da chiarire, si è scontrato frontalmente con un'altra moto condotta da un uomo di 48 anni che procedeva in direzione opposta in zona Labaro-Prima Porta.

Secondo quanto riferito dall'agenzia LaPresse Venturini che si trovava in sella a una Yamaha Virago è stato trasportato d’urgenza nel reparto di rianimazione dell'ospedale Sant'Andrea. Ma non ce l’ha fatta: è deceduto venerdì mattina. Ferito anche il motociclista alla guida di una Yamaha Tenerè, trasportato in codice arancione al policlinico Gemelli.

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Starà ora agli agenti del XV gruppo Cassia della polizia locale di Roma Capitale, intervenuti su via della Giustiniana per i eseguire i rilievi scientifici, ricostruire l'esatta dinamica dell'incidente.

Colpita la comunità di Tagliacozzo appresa la notizia così come quella di Avezzano dove il giudice ha lavorato per circa 10 anni prima dell'incarico romano. “Vivo resterà il ricordo di un giudice preparato e che svolgeva il suo lavoro in modo integerrimo, ma sempre con un innato senso di umanità” scrive l'ordine degli avvocati di Avezzano, mentre il sindaco di Tagliacozzo Vincenzo Giovantonio pubblica sul suo profilo Facebook un lungo ricordo.

“Stefano, per gli amici della sua generazione e per tanti di noi affettuosamente 'Patata', al di là della fulgida e considerevole carriera di magistrato, ha dovuto far fronte ad eventi che solitamente segnano gravemente il proseguo dell’esistenza e che solo grazie al suo equilibrio, alla sua pacatezza, alla serenità d’animo, alla sua non comune intelligenza e alla preparazione culturale è riuscito a metabolizzare e ad accettare, facendone tesoro per una comprensione realistica e profonda dell’esistenza umana – si legge -. L’aver assistito, in gioventù, all’incidente stradale e alla morte dell’amico Andrea Blasetti; l’aver trovato il papà senza vita; l’aver sofferto l’improvvisa morte del fratello minore Paolo qualche anno fa, a causa di un incidente sulla Cristoforo Colombo mentre faceva footing, sono certamente situazioni che marcano in maniera indelebile gli animi più forti in un’elezione di assennatezza e saggezza”.

“Quando un uomo è chiamato a giudicare altri uomini secondo la legge, di certo deve possedere doti eccezionali  di commisurazione del rispetto normativo, di umanità e del senso di giustizia. Stefano aveva questi carismi! E li aveva arricchiti dall’essere stato educato a valori ispirati al rispetto della persona e della dignità umana in ogni caso”.

“Stefano 'Patata' fa parte di quella generazione di persone che restano sempre giovani e così lo vogliamo ricordare tutti noi: un ragazzo che, nonostante tanti dolori nella vita, ha saputo realizzarsi appieno con la famiglia, con una professione prestigiosa e delicata, nello sport, nella socialità e nella cultura. Giungano alla consorte Teresa, al figlio Federico e a tutti i congiunti - conclude Giovantonio - le espressioni di vicinanza e di cordoglio dell’amministrazione comunale di Tagliacozzo e mie personali”.

Tantissimi i messaggi con cui viene ricordato Venturini per le sue doti professionali, ma soprattutto umane.


 

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