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Domenica, 23 Gennaio 2022
Incidenti stradali

Pescara, Caterina Micucci: preso il pirata che l'ha uccisa, è un medico 51enne

Un lavoro d'indagine molto complesso ed articolato quello che ha portato all'identificazione del pirata della strada che ha investito ed ucciso la 62enne Caterina Micucci in via del Circuito. Determinanti le testimonianze

Un lavoro di squadra, in Questura, e soprattutto della Polizia Stradale, che alla fine ha portato i suoi frutti, con l'identificazione del pirata della strada che ha investito ed ucciso Caterina Micucci in via del Circuito sabato sera.

Così il Questore Passamonti ha ringraziato questa mattina in conferenza stampa gli inquirenti che sono riusciti a risalire al medico 51enne pescarese e alla sua autovettura.

Subito dopo l'incidente, ha sottolineato la dirigente della Stradale Silvia Conti, sul posto c'era solo il corpo della donna in una pozza di sangue. Nessun frammento in strada ma solo la testimonianza di una donna che ha assistito al tragico incidente e che ha poi incrociato l'uomo che, con una valigetta da medico, si è avvicinato alla 62enne per tentare di soccorrerla, ma che poi misteriosamente si è allontanato senza farsi identificare all'arrivo del 118.

Un comportamento "spregievole" come hanno sottolineato i vertici della Questura, ancor di più se si pensa che l'uomo è un medico che lavora presso un ambulatorio del chietino.

Fin da subito sono state raccolte alcune testimonianze, e la Polizia ha dovuto anche faticare parecchio per far collaborare alcuni residenti, diffidenti nel far mettere a verbale le loro dichiarazioni temendo ritorsioni o coinvolgimenti diretti nell'inchiesta. Visionate anche le telecamere di sorveglianza dei negozi della zona. E in più l'appello rivolto proprio al medico visto sul posto a presentarsi in Questura per collaborare all'indagine.

Auto pirata Caterina Micucci Pescara

Ma proprio il silenzio di quest'ultimo ha insospettito gli inquirenti, che hanno intuito potesse trattarsi dell'uomo responsabile dell'incidente. Tantissime le auto incidentate fermate nella zona del pescarese, compatibili con la descrizione fornita dalla testimone oculare. Nessuna però effettivamente era l'auto del pirata, fino a quando ieri pomeriggio è stata segnalata una targa di un veicolo sospetto. Dalla targa fra l'altro l'auto inizialmente risultava rubata, ma poi si è accertato che il proprietario l'aveva riavuta indietro dalla Questura qualche giorno fa. Da lì gli agenti hanno effettuato sopralluoghi nei tre domicili registrati dall'uomo negli ultimi anni, fino a quando in via Rieti l'auto incriminata è stata rintracciata, come avevamo anticipato ieri in esclusiva.

I danni erano perfettamente compatibili con il sinistro, tanto da riuscire a trovare perfino dei capelli della donna. Probabilmente il veicolo è stato parcheggiato lì subito dopo l'incidente. Rintracciato il proprietario, è stato condotto in Questura dove ha ammesso le proprie responsabilità senza però mostrare alcun pentimento per il proprio comportamento e senza fornire alcun particolare fondamentale sulla dinamica.

Ora l'uomo è libero, ma la Polizia Stradale ha richiesto al Tribunale la misura cautelare con l'accusa di omicidio colposo, omissione di soccorso (considerando che si tratta anche di un medico) e fuga. Sarà il giudice a decidere se convalidare la richiesta.

La donna probabilmente ha inizialmente impattato l'auto nella zona del basso ventre, per poi essere sbalzata sul cofano e vetro sul quale ha urtato violentemente la nuca, per poi ricadere a terra. La vittima viveva da sola, e lascia fratelli e sorelle.

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