Incendio alla Seab di Chieti Scalo, l'origine potrebbe essere dolosa

I Carabinieri indagano sull'incendio divampato ieri alla Seab di Chieti Scalo, l'azienda che si occupa di smaltimento di rifiuti. Probabilmente l'origine è dolosa. Lo proverebbero alcune immagini della videosorveglianza. Oltre 100 vigili del fuoco impegnati

Probabilmente l'origine del terribile incendio che ha colpito la Seab di Chieti Scalo, azienda che si occupa di smaltimento di rifiuti, è dolosa.

I Carabinieri stanno indagando sulla dinamica del rogo che ha messo in allerta tutta la zona di Chieti Scalo e limitrofi, a causa della nube scura sollevata dalle fiamme, dall'odore acre ed intenso percepito anche in alcune zone di Pescara.

I tecnici dell'Arta stanno effettuando alcune analisi e controlli ambientali per verificare che la nube non sia tossica e che dai resti dell'incendio non si sprigionino fumi e gas pericolosi.

Sul posto sono intervenuti oltre 100 uomini dei Vigili del Fuoco; un intervento lungo e difficile con diversi mezzi aerei che hanno riversato sul rogo tonnellate d'acqua necessarie a spegnere l'incendio, alimentato anche dal vento.

Le squadre di vigili sono arrivate anche dalle province di Pescara e Teramo.

A disposizione degli inquirenti ci sarebbero alcune immagini delle telecamere esterne di sorveglianza, che mostrerebbero la presenza di un uomo nei pressi del piazzale della Seab poco prima dello scoppio dell'incendio.

Nei mesi scorsi, l'azienda finì al centro di un inchiesta giudiziaria denominata "Quattro mani", riguardante lo smaltimento di 150.000 tonnellate di rifiuti speciali provenienti dalla Sicilia, spacciati per rifiuti normali. Il proprietario Walter Bellia venne arrestato.

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