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Martedì, 24 Maggio 2022
Cronaca

"Oro nero," maxi truffa da 45 milioni sull'iva dei carburanti scoperta dalla guardia di finanza [VIDEO]

Sono 172 le persone denunciate per reati tributari di emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, oltre che per riciclaggio, auto riciclaggio e bancarotta fraudolenta

Una maxi-truffa all'Iva da 45 milioni di euro che ha portato alla denuncia di 172 persone per reati tributari di emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, oltre che per riciclaggio, auto riciclaggio e bancarotta fraudolenta. E' il bilancio dell'operazione Oro Nero portata a termine della guardia di finanza di Pescara. Al centro proprio il carburante per un'operazione truffaldina che interessava tutta la penisola e che aveva al vertice i fornitori nazionali e comunitari di petrolio da cui le società “cartiere”, cioè società tarocche non operative affidate a dei prestanome nullatenenti, compravano “oro nero”, appunto, senza l'applicazione dell'iva per poi rivenderlo a prezzi stracciata lle cosiddette “pome bianche” e sempre senza applicare la tassa dovuta.

Gli indagati viaggiano con un’autocisterna strapiena di carburante procacciato a prezzo agevolato e venduto ai distributori stradali su quello che diventa un vero e proprio mercato nero. A quanto? A meno della metà del costo medio del gasolio. Regalato in pratica, tenuto anche conto del fatto che, trasportato a migliaia di chilometri di distanza, non risente di alcun incremento di valore, salvo poi finire nelle vetture dei consumatori finali a prezzi stellari. Per compiere la loro truffa gli indagati si avvalevano di fatture false, con cui simulare un allineamento dei prezzi di vendita a quelli di mercato. E la differenza pagata in più? È finta, viene poi, di fatto, restituita in contanti: così si aggira la normativa fiscale, a danno dell’erario. Risultato? Un bottino immenso, equamente spartito tra i protagonisti.

Peccato che a rovinare tutto siano arrivati gli uomini delle Fiamme Gialle che attraverso un'attenta e complessa attività di indagine, hanno scovato una materia imponibile pari a più di 207 milioni di euro, per un’Iva evasa di oltre 45 milioni di euro. Su disposizione delle procure di Lanciano e Velletri è quindi proceduto al sequestro preventivo, finalizzato alla confisca anche per equivalente, di quasi 8 milioni di euro.

“Il fenomeno fraudolento rilevato ha un fortissimo disvalore economico e sociale – commenta il colonnello Antonio Caputo, comandante provinciale della guardia di finanza di Pescara – La beffa è duplice: si danneggia gravemente il bilancio dello Stato e dell’Unione europea per via della rilevante evasione Iva e si arreca al mercato una forte turbativa, mediante la concorrenza sleale operata dai distributori locali e indipendenti che si approvvigionano consapevolmente dalle organizzazioni criminose, a prezzi inferiori ai valori medi praticati alla 'pompa' che sottolinea come si tratti di un meccanismo perverso, che va totalmente a discapito sia degli operatori onesti i quali, non riuscendo ad essere competitivi, perdono larghe fette di mercato, sia dei cittadini, i cui risparmi vengono erosi ogni giorno dall’aumento vertiginoso dei prezzi 'alla pompa' a causa del caro-energia e delle frodi che alterano il regolare funzionamento del settore, ora quanto mai strategico. Ma l’impegno della guardia di finanza di Pescara è inarrestabile – conclude – All’attività penale, sta facendo seguito quella fiscale, per contestare l’Iva evasa, al fine di recuperare il gettito illecitamente sottratto alle casse dello Stato e restituirlo ai cittadini”.

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