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Don Josè con Papa Francesco

Don Josè con Papa Francesco

Domenica 2 ottobre i funerali di don José: Picciano dà l’ultimo saluto al suo parroco

Le eseque saranno celebrate nel pomeriggio presso la chiesa B.V. Maria del Soccorso. Il sacerdote venezuelano è morto ieri a 37 anni per una grave patologia celebrale. Monsignor Valentinetti: "Aveva un'irresistibile simpatia e una spiritualità genuina"

Sarà celebrato nella chiesa B.V. Maria del Soccorso in Picciano il funerale di don José Alirio Contreras Roa, sacerdote venezuelano in servizio nell’arcidiocesi di Pescara-Penne.

Alle 15.30 di domenica 2 ottobre il giovane parroco sarà accolto dalla comunità che ha servito con zelo per l’ultimo saluto nella messa presieduta da monsignor Tommaso Valentinetti, arcivescovo di Pescara-Penne.

La camera ardente del giovane sacerdote, morto ieri per una grave patologia celebrale, sarà allestita questa mattina proprio nella parrocchia del Comune che lo ha visto prima vicario parrocchiale di don Gino Farinelli e poi pastore e guida.

Don Josè, classe 1979, era arrivato in Italia dieci anni fa per completare la formazione teologica iniziata a Mérida e conclusa con la specializzazione in Bioetica al Pontificio Ateneo Regina Apostolorum di Roma e aveva conosciuto la realtà dell’arcidiocesi di Pescara-Penne nei periodi estivi degli anni di studio. In accordo con il suo vescovo monsignor Baldazar Enrique Porras Cardozo, arcivescovo di Mérida (Venezuela), aveva iniziato un periodo di collaborazione con la chiesa locale «mostrando subito la sua irresistibile simpatia – afferma monsignor Valentinetti – e una spiritualità genuina che si manifestava in una bella capacità di accoglienza e nella propensione ad una serenità caratteristica del popolo latino, ma abbellita e arricchita da una evidente e coinvolgente gioia interiore».

I suoi organi sono stati espiantati questa notte, «segno – continua l’arcivescovo – di una vita che prosegue a farsi dono e del consenso difficile ed amorevole dei suoi genitori, giunti a Pescara ieri pomeriggio, distrutti e sbigottiti, ma disponibili ad un gesto così grande a ridosso, tra l’altro, della giornata nazionale per la donazione degli organi del 1 e 2 ottobre».

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