Domenica, 14 Luglio 2024
Cronaca

Dopo l'omicidio di Thomas la foto in spiaggia del branco sullo smartphone di uno dei giovani fermati

Foto in spiaggia a Pescara dopo l'omicidio di Thomas Luciani nel parco Baden Powell mostrerebbe uno degli aggressori con pugno sul petto e atteggiamento fiero

Una foto in spiaggia poco dopo l'omicidio di Thomas Luciani, il 16enne ucciso con 25 coltellate nel parco Baden Powell di via Raffaello a Pescara, che mostrerebbe uno dei componenti del branco con pugno sul petto e atteggiamento fiero.
Come riferisce l'Ansa, è quella che sarebbe stata trovata sul telefono di uno dei due 16enni fermati per l'omicidio di Christopher Thomas Luciani, scattata alle 18.21 di domenica, poco dopo il delitto nel parco. 

Lo smartphone in questione fa parte del materiale sottoposto a sequestro da parte degli inquirenti.

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L'immagine è allegata al decreto di fermo della Procura del tribunale per i Minorenni dell'Aquila. Nel provvedimento sono presenti anche alcuni fotogrammi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti nella zona del parco. Si vede il gruppetto di ragazzi, tra cui la vittima, all'interno dell'area verde, alle ore 16:54. Poi alcuni di loro si spostano verso la vegetazione, dove il 17enne è stato ucciso. Dalla vegetazione usciranno poi alle 17:21. «Il ragazzo con la felpa bianca e le bermuda blu, poi identificato in Luciani Christopher Thomas», si legge, «non si vedrà più uscire».

Le immagini permetterebbero di confermare anche quanto emerso dalle testimonianze dei ragazzi e, cioè, che uno dei presunti assassini si è cambiato tra la vegetazione, prima di ricomparire davanti alle telecamere. «Io sono rimasto attonito e non ho avuto la forza di reagire, quando poi ci siamo ricongiunti al resto del gruppo tutti hanno saputo cosa era successo perché io, giunto per primo, l'ho raccontato. Nonostante l'accaduto siamo andati al mare a fare il bagno». È uno dei passaggi della testimonianza del 16enne che ha lanciato l'allarme dopo l'omicidio di Christopher Thomas Luciani, contenuta nel decreto di fermo della Procura del tribunale per i minorenni dell'Aquila. Il ragazzo, dopo il bagno al mare, una volta a casa, presumibilmente tre o quattro ore dopo i fatti, ha raccontato tutto ai genitori, facendo scoprire l'accaduto. «Io non ho reagito in alcun modo», ha detto ancora il ragazzo, «Christopher faceva dei versi quasi di morte e loro gli dicevano di stare zitto. Lui era a terra, con una gamba accavallata all'altra, ripiegato per terra, esposto ai colpi sul fianco destro».

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