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Cronaca

Le figlie di Nadia e Bartolo: "Non è possibile che nel 2018 ci siano persone lasciate così"

Parlano Isabella e Mariagrazia: "Quando andiamo in giro per Pescara la gente ci guarda storto, si chiede perché due come noi vadano in giro con due conciati così. Ma noi ora vogliamo solo migliorare le loro vite"

"Li abbiamo dovuti tranquillizzare, erano un po' impauriti dal sapere che tante persone fossero venute a conoscenza della loro storia. Ma dopo che ho spiegato alla mamma che grazie alla tv tante persone ora potrebbero aiutarli, ha smesso di avere paura".

Mariagrazia ha da poco sentito Nadia, la sua mamma naturale. Nella puntata di domenica 25 febbraio Giulio Golia ha fatto conoscere a tutta Italia l'incredibile storia di due sorelle, Mariagrazia e Isabella. Allontanate da piccolissime dai loro genitori perché interdetti, hanno vissuto prima in un istituto, poi in due famiglie adottive.

"Siamo state separate", spiega Mariagrazia al sito de Le Iene, "ma riuscivamo comunque a vederci". Il desiderio di rivedere i loro genitori naturali, però, è stato sempre presente. E in maniera molto forte. Isabella, la più grande, era andata a trovarli la prima volta a 18 anni. "Avevo anche paura. Il ricordo dei maltrattamenti, delle botte, c'era". E forse l'impatto emotivo era stato troppo forte per una neomaggiorenne.

Così il vero incontro è avvenuto tre mesi fa.

"Non è possibile che nel 2018 ci siano persone lasciate così, nella loro sporcizia. Persone che hanno bisogno, e gli assistenti sociali lo sanno bene, visto che si erano occupati anche di noi".

In effetti com'è possibile che Nadia e Bartolo, prima dell'arrivo delle loro figlie, fossero totalmente abbandonati a loro stessi e in balia di truffatori? Possibile che a fronte del loro disagio mentale nessuno si sia curato di verificare le condizioni in cui vivevano? Le due sorelle ora hanno un unico obiettivo: aiutarli.

"A noi non frega niente di come vanno in giro vestiti. Quando andiamo in giro per Pescara la gente ci guarda storto, si chiede perché due come noi vadano in giro con due conciati così", afferma Mariagrazia. "Ma noi ora vogliamo solo migliorare le loro vite, toglierli dal degrado in cui sono costretti a vivere. Quando andiamo via da quella casa ci mancano. Ci lasciano un'impronta dentro, ci fanno stare bene". 

E i loro genitori adottativi, come hanno preso la volontà delle due sorelle di riavvicinarsi ai genitori naturali?

"Mi hanno aiutato, anche economicamente. Spostarsi dall'Umbria a Pescara costa. E mi hanno anche tenuto i bambini".

Già, perché sia Isabella che Mariagrazia, 26 e 24 anni, sono mamme. E Nadia e Bartolo non hanno ancora conosciuto i loro nipotini. "L'ultima volta che siamo andate", ci spiega Mariagrazia, "la mamma aveva preso dalla Caritas dei regali per loro. Per il figlio di Isabella una bicicletta, per la mia una bambola. Quando è arrabbiata le parlo di mio figlio, di quando si conosceranno per la prima volta, e lei si scioglie. Le torna il sorriso e diventa felice".

"Le mie bambine hanno visto il servizio con me", dice Isabella. "Non mi hanno chiesto niente, e io non ho detto niente. Sono piccole, e quando me lo chiederanno spiegherò tutto".

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