Giovedì, 18 Luglio 2024
Cronaca

I due fermati per l'omicidio sarebbero figli di un carabiniere e di un noto avvocato

In base a quanto trapelato finora i due giovani fermati sarebbero uno il figlio di un avvocato, l'altro figlio di un maresciallo comandante di una stazione locale di un Comune della provincia di Pescara

I due presunti responsabili dell'omicidio del minorenne trovato morto nella serata di domenica 23 giugno, tra le sterpaglie, nel parco Baden Powell in via Raffaello a Pescara sarebbero entrambi minorenni e uno il figlio di un avvocato, l'altro figlio di un maresciallo comandante di una stazione locale di un Comune della provincia di Pescara, come riporta l'Ansa.
Dopo il delitto sarebbero andati a fare il bagno al mare.

Lì, presumibilmente, si sarebbero disfatti del coltello utilizzato. Abbandonato tra le sterpaglie, il corpo del ragazzo è stato trovato solo in tarda serata. 

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Gli inquirenti parlano di situazione delicata. Il delitto sarebbe maturato nell'ambito del piccolo spaccio e sarebbe avvenuto con un paio di coltellate, si pensa a un coltello da sub viste le ferite inferte, nel tardo pomeriggio di domenica sera in una zona centrale della città. I sommozzatori dei vigili del fuoco, arrivati all'alba da Ancona, hanno scandagliato, questa mattina, sul presto e per alcune ore, il tratto di mare che a Pescara si trova davanti al ristorante "Croce del sud" per cercare l'arma con cui è stato assassinato il giovane. I sub hanno cercato, anche tra la scogliera, il coltello con cui sarebbe stato compiuto il delitto, ma non sarebbe stato trovato nulla. 

Intanto vanno avanti gli accertamenti della squadra Mobile della Questura di Pescara. Sul posto, ieri sera, nel parco Baden Powell, sono intervenuti anche gli agenti della squadra Volante, la polizia scientifica, il 118, il procuratore capo Giuseppe Bellelli, e il medico legale Cristian D'Ovidio. 

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