Cronaca Turrivalignani

False autorizzazioni per i noleggi auto: 14 arresti, in manette sindaco di Turrivalignani

Mazzette in cambio di autorizzazioni comunali per il servizio di noleggio, che però poi veniva svolto effettivamente a Roma. Maxi inchiesta della Polizia Stradale abruzzese, con 295 indagati e 14 arrestati

Un sistema fatto di mazzette e di false autorizzazioni per il servizio di noleggio auto e conducente.

E' un'operazione dai numeri importanti quella condotta dalla Polizia Stradale Abruzzo, che vede 295 persone indagate, fra cui 31 amministratori locali. Un sistema di corruzione ad ampio raggio, per permettere ai titolari di società di noleggio, di esercitare su Roma utilizzando autorizzazioni da amministratori compiacenti in altri Comuni.

Fulcro del sistema il sindaco di Turrivalignani, Roberto Di Cecco, finito agli arresti domiciliari assieme ad altre cinque persone. Altri otto indagati invece hanno avuto l'obbligo di firma.

Di Cecco, di fatto, ha rilasciato ben 80 autorizzazioni per un comune di piccolissime dimensioni. Un numero anomalo che è saltato subito agli occhi della Polizia Municipale di Roma, che ha effettuato dei controlli dimostrando come su 211 comuni controllati, ben 65 presentano gravi irregolarità, anche di tipo penale.

E un gran numero di autorizzazioni arrivavano proprio da Turrivalignani. Secondo l'accusa, il sindaco ha percepito cifre in denaro dai 2.000 ai 10.000 euro ad autorizzazione, mettendo a disposizione addirittura un'area comunale per la rimessa dei mezzi, area di fatto mai utilizzata e praticamente inesistente. Molti dei soggetti coinvolti, addirittura, erano dei prestanome, in quanto non hanno mai svolto il servizio di trasporto.

Gli indagati spesso erano titolari di agenzie di noleggio e trasporto o facevano da intermediari per conto terzi.

Gli arrestati (ai domiciliari) sono:
Di Cecco Roberto, sindaco di Turrivalignani, Falasca Fabio (48 anni), Di Maria Sebastiano (42 anni), Forte Agostino (44 anni), Rulli Marco (47 anni), Di Girolamo Giancarlo (42 anni).

L'accusa è di associazione a delinquere e corruzione diretta ed indiretta.

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