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Fallimento Faber: restano agli arresti domiciliari Bono e Franchi

Il GIP di Pescara Guido Campli ha deciso che Stefano Bono e Beniamino Franchi, due dei cinque indagati per il fallimento della Faber SPA nell'inchiesta Vertigo, rimarranno agli arresti domiciliari

Non torneranno in libertà, almeno per ora, due dei cinque indagati per il fallimento della società Faber Spa, nel quale è coinvolto anche Enzo Amadio, ex presidente della Scavolini Pesaro e del Roseto Basket.

Lo ha deciso il GIP di Pescara Guido Campli, che ha rigettato la richiesta presentata dagli avvocati difensori di Stefano Bono e Beniamino Franchi. Per i due, quindi, restano gli arresti domiciliari. Nei giorni scorsi, sempre Campli aveva invece deciso di rimettere in libertà, seppur con l'obbligo di dimora, gli altri tre indagati, tra i quali appunto figura Amadio, oltre ad Angelini e Gallo.

La decisione è stata presa perchè, secondo il magistrato, non sono ancora cessate le esigenze cautelari per i due uomini, che ricoprivano le posizioni di presidente del consiglio di amministrazione della "Faber SPA", di "Iniziative Produttive SRL" ed amministratore unico della "Manfredonia Immobiliare".

Se i primi tre avevano in parte ammesso le proprie responsabilità, pur affermando di poter dimostrare la legalità delle operazioni finanziare effettuate, per il Pm che segue l'indagine le prove sono schiaccianti e gli sviluppi dell'indagine sono solo all'inizio.

Ricordiamo che l'operazione Vertigo era scattata riguardo l'appalto di un centro commerciale che doveva essere realizzato a Manfredonia, finanziato da una cordata di banche. 24 milioni di euro, che gli indagati hanno dichiarato di aver utilizzato per acquistare il terreno, sarebbero spariti e finiti direttamente nelle loro tasche.

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