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Cronaca

Droga per i vip, 15 arresti nell'operazione "I soliti ignoti"

Stroncato un vasto traffico che vede coinvolta, in particolare, la costa abruzzese. Sequestrati quasi 100 chili di stupefacente, in parte nascosti in un garage di Montesilvano

Stroncato un vasto traffico di sostanze stupefacenti che vede coinvolta, in particolare, la costa abruzzese. I carabinieri del Noe stanno eseguendo arresti e perquisizioni, oltre che in Abruzzo, nelle Marche e in Sicilia. L'operazione conclude una complessa indagine denominata "I soliti ignoti". E' in corso l'esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal giudice per le indagini preliminari della Dda dell'Aquila nei confronti 15 persone (3 in carcere e 12 agli arresti domiciliari) eseguita con la collaborazione dei carabinieri dei Comandi provinciali di Chieti, Pescara, L'Aquila, Teramo, Ascoli Piceno e Catania.

PERQUISIZIONI NEL PESCARESE - Sono state disposte numerose perquisizioni anche presso insospettabili abitazioni e attivita' commerciali dell'area pescarese. Tra gli arrestati, tutti italiani, vi sono diversi incensurati che avevano organizzato una fitta rete di spaccio di hashish, marijuana e cocaina di elevatissima qualita', smerciata soprattutto in contesti "vip" della costa adriatica. In totale, allo stato, sono 27 le persone indagate a vario titolo per reati di traffico di stupefacenti, favoreggiamento, ricettazione e intestazione fittizia di beni.

In particolare, l'organizzazione criminale poteva contare su insospettabili magazzini per lo stoccaggio di stupefacente, veicoli di lusso per il trasporto (tra cui suv Range Rover, moto Harley Davidson e auto Porsche) e autentiche "basi mobili", sfruttando autovetture di moda (Smart e Mini) come depositi su ruote, da confondere facilmente tra i mezzi della movida adriatica.

In sintesi, un'auto veniva parcheggiata lasciando a bordo lo stupefacente e, successivamente, un addetto alla rivendita la spostava secondo le direttive ricevute, effettuando consegne a vari clienti, spesso in aree di parcheggio prossime a stabilimenti balneari e locali notturni.

Accertamenti patrimoniali eseguiti dai carabinieri hanno permesso di individuare capitali reinvestiti sia in veicoli, anche di lusso, che in immobili, tra cui una villa con piscina in uso al principale indagato, che si sta procedendo a perquisire anche con l'uso di avanzate tecnologie per la ricerca di covi e nascondigli sotterranei.

L'INIZIO DELLE INDAGINI - L'indagine ha avuto impulso grazie alle dichiarazioni di un esponente di spicco di una nota famiglia malavitosa pescarese che ha deciso di collaborare con la Dda aquilana. La complessa analisi - riguardante le ampie dichiarazioni rese dal collaboratore - e le conseguenti attivita' investigative affidate ai Carabinieri del Noe hanno condotto tra i vari "filoni" all'operazione di oggi. E' stata accertata l'esistenza di un ingente flusso di peculiari tipologie di marijuana coltivata con tecniche non convenzionali, nonche' hashish in ovuli, altamente tossico, dal contenuto di principio attivo anche 10 volte superiore allo standard di "piazza" abituale.

IL GARAGE A MONTESILVANO - Nel corso delle indagini sono stati sequestrati quasi 100 chilogrammi di stupefacente, in parte nascosti in un garage di Montesilvano affittato da una coppia di fidanzati incensurati. Nell'occasione e' stato fatto ricorso ad attivita' autorizzate ai sensi dell'art 9 della L. 146/2006 con riferimento a ritardati sequestri: in tal modo è stato "sottratto" lo stupefacente, ingenerando negli indagati la convinzione di aver subito un furto.

COCAINA NEL CASSONETTO - Per di piu', gli indagati sono stati "traditi" anche dai loro stessi sacchetti della spazzatura, avendo gettato nel cassonetto involucri con tracce di cocaina insieme a biglietti con recapiti e indirizzi dai quali risalire facilmente ai "titolari". Le indagini hanno visto impiegare sofisticatissime tecnologie investigative, oltre a tradizionali pedinamenti e osservazioni, eseguiti con sapiente maestria da esperti investigatori. Straordinario lo sforzo profuso nell'analisi della triangolazione dell'intero flusso dei dati in transito su ponti ripetitori di telefonia mobile; tale risultato ha permesso l'individuazione di cellulari utilizzati come "walkie-talkie" e, di fatto, impossibili da identificare diversamente. 

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