Cronaca

Dragaggio Porto Pescara: protestano gli operatori commerciali

Anche gli operatori commerciali di Pescara (doganali, agenzie marittime, ormeggiatori e piloti) si uniscono al coro di protesta della marineria in merito al dragaggio del porto di Pescara. Stamane sit-in di protesta

Anche gli operatori commerciali di Pescara, ovvero coloro che lavorano in Dogana, i piloti, gli ormeggiatori, i dipendenti delle agenzie marittime e di rimorchi, si uniscono al coro di protesta della marineria che da mesi ormai porta avanti la battaglia riguardante il dragaggio del Porto di Pescara.

Dopo che, nei giorni scorsi, un pescatore era entrato al centro del fiume dimostrando che l'acqua non supera il metro di altezza,  oggi c'è stato il sit-in di protesta degli operatori.

L'obiettivo è comune: effettuare interventi urgenti per evitare la morte del porto di Pescara.

"A due anni e mezzo dall'allarme lanciato per lo stato dei fondali del fiume le cose sono ulteriormente peggiorate, a causa anche di un dragaggio che così come è fatto oggi, serve a poco, se non a buttare a mare soldi pubblici. Fino ad ora  sono stati spesi oltre 2,5 milioni di euro, per far restare la situazione così come era prima" ha detto l'operatore marittimo Bruno Santori, che chiede l'avvio da parte della Capitaneria delle procedure di Somma Urgenza, che consentirebbe un'accelerazione significativa delle operazioni di dragaggio.

Un esempio dei disagi che vive il settore portuale è quello della petroliera Niker, che è a largo del porto canale in quanto non ci sono le condizioni di sicurezza per accedere al porto di Pescara.

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