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Mercoledì, 18 Maggio 2022
Cronaca

Fornisce false dichiarazioni e intasca indebitamente il reddito di cittadinanza, denunciata una donna

La scoperta è stata fatta dai militari della guardia di finanza di Pescara, nei guai una mamma di 63 anni

Dichiara il falso e mette in tasca l'assegno del reddito di cittadinanza. 
La guardia di finanza di Pescara ha scoperto una donna di 63 anni, una mamma già nota alle forze dell'ordine per spaccio di sostanze stupefacenti.

La 63enne, all'atto della presentazione della domanda per il reddito di cittadinanza, pur avendo un figlio agli arresti domiciliari per oltraggio a pubblico ufficiale, fornisce false attestazioni e, probabilmente, spera di non essere scoperta quando certifica di avere a carico una famiglia di incensurati.

Una dichiarazione falsa che le permette di incassare più di 1.100 euro al mese per un anno e mezzo, con una truffa allo Stato che si aggira attorno ai 20 mila euro. A scoprire il trucco sono i militari delle Fiamme Gialle di Pescara i quali, nell’ambito del piano d’azione “Parassita”, accertano l’indebita percezione del sostegno economico ai danni delle casse della spesa pubblica nazionale e denunciano la donna, ora indagata per aver prodotto documentazione non vera al solo fine di intascare un contributo non spettante per mancanza dei requisiti previsti dalla legge, per cui sono stati chiesti anche la revoca del beneficio e il sequestro preventivo delle somme ottenute illecitamente e costituenti reato.

Le indagini, fatte di accertamenti, controlli e, soprattutto, rese possibili grazie all’incrocio e all’elaborazione dei dati disponibili nel patrimonio informativo della guardia di finanza, hanno disvelato un meccanismo ormai tipico di chi vuole ottenere il reddito di cittadinanza a tutti i costi: non si aggiorna lo stato detentivo dei familiari e non si dà alcuna notizia dei loro guai con la legge perché questi, in automatico, farebbero decadere chiunque dal diritto di percezione del beneficio. Ma questo non è l’unico escamotage ideato per sfuggire alle maglie della legge. I “giochetti” congegnati per avere il sussidio sono screziati. Tra i percettori abusivi si possono trovare stranieri non residenti, evasori totali, proprietari di ville e autovetture di lusso, appartenenti ad associazioni criminali dediti ai traffici illeciti o persone già condannate in via definitiva. Numeri alla mano, solo nel 2021, sono 217 i milioni di euro richiesti da chi non ha alcun titolo per farlo. Con questo ritmo, le indebite erogazioni per dichiarazioni false si moltiplicano e le risorse pubbliche del reddito di cittadinanza si vanificano. Ecco il perché di “Parassita”. Il dispositivo operativo del Comando provinciale della guardia di finanza di Pescara nasce per prevenire e contrastare i fenomeni di illecita apprensione, concentrando l’attenzione sulle posizioni occupazionali e non, connotate da concreti elementi di rischio (lavoro nero, false cooperative per l’impiego, partite iva inesistenti, contratti precari). L’obiettivo? Assicurare il welfare, garantendo il corretto impiego dei contributi solidali erogati a sostegno dei working poor, contro l’indigenza.

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