Sabato, 13 Luglio 2024
Cronaca

Detenuto si suicida nel carcere di Teramo, la Uilpa: "È il 43esimo da inizio anno. Una spirale di morte senza fine"

L'uomo, 77 anni, si sarebbe soffocato nel carcere di Castrogno dove si trovava nella sezione dei cosiddetti "protetti" vista la gravità del reato per cui stava scontando la pena. Se ai 43 detenuti si aggiungono i suicidi di 4 agenti penitenziari, denuncia il segretario generale Gennarino De Fazio, il dato fa impressione, ma si va avanti "nell'indifferenza del governo"

“Si è suicidato a Teramo nella notte, sembra soffocandosi nel suo letto, il 43esimo detenuto che nel corso dell’anno si è tolto la vita. A nulla sono valsi i soccorsi. L’uomo, 77 anni, era allocato nella sezione destinata ai detenuti per reati a grande riprovazione sociale, cosiddetti 'protetti’, del carcere di Castrogno per aver concorso con il figlio, esecutore materiale del delitto, all’occultamento del cadavere dell’ex moglie nel maceratese nel 2017”. A riferirlo è Gennarino De Fazio, segretario generale della Uilpa polizia penitenziaria.

“Ormai nelle carceri è una spirale di morte senza fine. Sono già 43 i reclusi che si sono suicidati nel corso dell’anno, cui vanno aggiunti 4 appartenenti alla polizia penitenziaria che si sono tolti la vita. Tutto ciò – denuncia De Fazio - nell’indifferenza sostanziale del governo. Mentre alla riunione del G7 si discute, giustamente, di come conseguire il rilascio degli ostaggi in mano ad Hamas, in Italia non si riesce a proteggere i detenuti sotto la custodia dello Stato, con gravissime ripercussioni che investono persino i suoi stessi servitori”.

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“Con tutto ciò che sta avvenendo nelle nostre prigioni, ormai diffusamente illegali, è imbarazzante il silenzio assoluto del ministro della giustizia, Carlo Nordio. Il guardasigilli, se c’è, batta un colpo o ne tragga autonomamente le conclusioni. Serve un decreto carceri per deflazionare il sovraffollamento detentivo, sono oltre 14mila i detenuti in più rispetto ai posti disponibili, consentire l’assunzione straordinaria e accelerata di agenti nel corpo di polizia penitenziaria, ne mancano più di 18mila, e assicurare il potenziamento dell’assistenza sanitaria, specie di natura psichiatrica”, prosegue.

“Parallelamente – conclude il segretario generale Uilpa - va riformato l’intero sistema d’esecuzione penale, vanno reingegnerizzati il dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria e il dipartimento per la giustizia minorile e di comunità e va riorganizzato il corpo di polizia penitenziaria. Non c’è più tempo”.

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