Giovedì, 28 Ottobre 2021
Cronaca

Approfitta degli smartphone in riparazione per svuotare i conti correnti dei clienti: nei guai il dipendente di un negozio di telefonia

L'uomo è stato individuato dalla polizia postale di Pescara dopo le numerose denunce ricevute da parte di clienti del negozio di riparazioni tecniche per smartphone, che si sono visti addebitare bonifici fraudolenti grazie all'app della propria banca installata sui dispositivi

Ha pensato bene di svuotare i conti correnti dei suoi ignari clienti che gli avevano affidato lo smartphone per delle riparazioni tecniche, ma è stato individuato dalla polizia postale di Pescara. Nei guai è finito il dipendente di un esercizio commerciale di Pescara, al quale sono stati sequestrati materiale cartaceo, conti correnti e dispositivi informatici.

Le indagini della polizia postale sono scaturite dalla denuncia di una anziana signora la quale aveva segnalato di aver consegnato ad un esercizio commerciale di Pescara specializzato , tra le altre cose, nella risoluzione di anomalie tecniche e nella riparazione di smartphone , il proprio cellulare a causa del suo mal funzionamento. La stessa mattina il telefono le veniva riconsegnato perfettamente funzionante. Sullo smartphone era installata l 'App del proprio istituto di credito attraverso la quale la signora gestiva il proprio conto corrente bancario con la possibilità di operare on-line . Qualche giorno dopo, la donna avvisata dai figli ha scoperto che c'erano stati 8 bonifici fraudolenti per oltre 22 mila euro verso tre conti sconosciuti. A quel punto la polizia postale ha avviato le indagini bloccando le somme depositate e disponibili sui conti di destinazione. Negli stessi giorni un altra persona ha denunciato due tentativi di frode e anche in questo caso lo smartphone era stato lasciato per una riparazione nello stesso negozio. I bonifici, poi bloccati, erano di oltre 3000 euro verso un conto sconosciuto.

Dopo diversi giorni un altro uomo denunciava di aver portato in riparazione il proprio  telefono cellulare sempre allo stesso negozio e che sull'apparato era presente , tra le altre, la Appdella propria banca e i codici di accesso per home banking attraverso i quali gestiva il proprio conto corrente bancario. Successivamente alla consegna dello smartphone riceveva un alert dalla propria banca per un bonifico fraudolento in uscita dell'importo di 5000 euro, che riusciva fortunatamente a bloccare. L 'operazione fraudolenta era a beneficio di un conto che gli investigatori anche questa volta riuscivano a bloccare.

Il titolare dei conti era dunque il dipendente dell'esercizio commerciale dove le tre persone avevano affidato lo smartphone per gli interventi. Complessivamente aveva sottratto oltre 22 mila euro di cui 19 mila sono stati già sequestrati.

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