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Prostituzione stradale: auto civetta per stanare lucciole e clienti

Dal primo ottobre sono 120 i verbali redatti a carico di prostitute e 23 quelli a carico di clienti in città. Lo ha reso noto la Polizia che tracciato un bilancio delle attività anti prostituzione

Dal primo ottobre sono 120 i verbali redatti a carico di prostitute e 23 quelli a carico di clienti in città. Sette le prostitute allontanate dal territorio italiano.

Sono i dati delle attività per il contrasto della prostituzione stradale messe in atto in città, diffusi dalla Questura di Pescara.

Le forze dell'ordine sono costantemente impegnate per monitorare e contrastare questo fenomeno, che si è intensificato dal 2007 dopo l'ingresso nell'Unione Europea di Paesi dell'est, in particolare Romania e Bulgaria, da dove provengono la maggior parte delle giovani lucciole che "battono" lungo le strade cittadine, sia in centro che nella zona di Portanuova.

Dal 2008 inoltre è entrata in vigore l'ordinanza sindacale che sanziona sia chi offre prestazioni sessuali in strada, sia chi le richiede e contratta, fermandosi a bordo del proprio veicolo in strada.

I controlli vengono effettuati dalla Squadra Volante, dal Reparto Prevenzione Crimine, dalla Polizia Ferroviaria, dai Carabinieri del Nucelo Radiomobile e dal Corpo Foretstale dello Stato.

Negli ultimi due mesi sono state impiegate anche auto di copertura ed agenti in borghese, in particolare nella zona della Pineta.

Sono stati sanzionati diversi clienti: si tratta soprattutto di uomini dai 30 ai 40 anni della Provincia di Pescara e Chieti, o provenienti dal Molise, che in molti casi pagano subito la multa per evitare di essere scoperti dai familiari.

Le prostitute, invece, riferiscono di chiedere dai 15 ai 30 euro per una prestazione. Le ragazze che vengono segnalate ed identificate più volte possono essere espulse dal territorio. Il Prefetto decreta l’allontanamento e manda per l’esecuzione al Questore che dispone il suo accompagnamento in frontiera. Prima però il provvedimento deve essere convalidato dal Giudice del Tribunale Monocratico, quale organo super partes.

 


 

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