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Cronaca

Crollo hotel Rigopiano, investigatori pronti a cominciare gli ultimi interrogatori

Davanti al procuratore Serpi e al pm Papalia sfileranno i 13 indagati coinvolti nell'ultimo troncone dell'inchiesta, che riguarda la mancata realizzazione della Carta di localizzazione pericolo valanghe e la gestione dell'emergenza nei giorni della tragedia

Tutto pronto negli uffici della Procura di Pescara per i nuovi interrogatori nell'ambito dell'inchiesta sul disastro dell'Hotel Rigopiano di Farindola. Davanti al procuratore Massimiliano Serpi e al sostituto Andrea Papalia sfileranno i 13 indagati coinvolti nell'ultimo troncone dell'inchiesta, che riguarda in parte la mancata realizzazione della Carta di localizzazione pericolo valanghe (Clpv) e in parte la gestione dell'emergenza nei giorni della tragedia.

Gli indagati sono tutti accusati, a vario titolo, di omicidio colposo, lesioni colpose e disastro colposo. I primi ad essere interrogati, oggi martedì 19 giugno, saranno Carlo Visca, direttore del Dipartimento regionale di Protezione civile dal 2009 al 2012; Giovanni Savini, direttore dello stesso Dipartimento per tre mesi nel 2014; Vincenzo Antenucci, dirigente del Servizio prevenzione rischi e coordinatore del Coreneva dal 2001 al 2013.

Il 20 giugno sarò la volta dell'ex governatore Ottaviano Del Turco, dell'ex vicepresidente della giunta Enrico Paolini, e degli gli ex assessori, con delega alla Protezione civile, Tommaso Ginoble e Mahmoud Srour. Il 21 giugno toccherà all'ex governatore Gianni Chiodi e agli ex assessori alla Protezione civile, Daniela Stati e Gianfranco Giuliante. Il 26 giugno compariranno davanti ai magistrati l'attuale presidente e senatore Luciano D'Alfonso, e l'attuale sottosegretario alla presidenza, con delega alla Protezione civile, Mario Mazzocca.

Gli interrogatori si concluderanno il 27 giugno, quando saranno ascoltati Silvio Liberatore, responsabile della sala operativa della Protezione civile, e il dirigente del servizio di programmazione di attività della Protezione civile, Antonio Iovino. Nello stesso troncone dell'inchiesta è indagata anche l'ex direttore regionale Cristina Gerardis, che ha già reso delle dichiarazioni spontanee.

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