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Cronaca

Crollo dell'hotel Rigopiano a Farindola, fissati i nuovi interrogatori

I carabinieri forestali stanno notificando gli avvisi di garanzia ai 14 nuovi indagati. Gli interrogatori si terranno dal 19 al 27 giugno prossimo. Sotto la lente d'ingrandimento anche la mancata emanazione della carta valanghe

I carabinieri forestali stanno notificando gli avvisi di garanzia ai 14 nuovi indagati nell'inchiesta sulla tragedia dell'Hotel Rigopiano di Farindola. Contestualmente gli indagati hanno ricevuto anche l'invito a comparire per essere interrogati dal procuratore capo di Pescara, Massimiliano Serpi, e dal sostituto, Andrea Papalia.

Nei giorni scorsi, agli indagati era stata notificata la richiesta di identificazione con l'elezione di domicilio. Gli interrogatori si terranno dal 19 al 27 giugno prossimo. Tra gli indagati anche il presidente della Regione Abruzzo Luciano D'Alfonso, che sara' interrogato, secondo quanto si apprende, il 26 giugno alle 9.

La mancata emanazione della carta valanghe "ha fatto sì che le opere già realizzate dell'Hotel Rigopiano non siano state segnalate dal sindaco" al Comitato tecnico regionale per lo studio della neve e valanghe. Lo scriverebbero i magistrati negli avvisi di garanzia consegnati nell'ambito dell'inchiesta sul disastro di Rigopiano in cui sono morte 29 persone, dopo che la struttura fu travolta da una valanga.

Secondo i pm, tali informazioni "avrebbero determinato, ad opera del Comitato, l'immediata sospensione di ogni utilizzo, in stagione invernale, dell'albergo, fino alla realizzazione di idonei interventi di difesa anti valanghe nonché un valido piano di bonifica preventiva degli accumuli nevosi con procedure di distacco controllato".

Per i pm Del Turco, Ginoble, Paolini, Srour, Chiodi, Stati, Giuliante, D'Alfonso e Mazzocca avrebbero "omesso di intervenire presso i funzionari responsabili del Servizio di Protezione civile, sollecitando tempestivamente l'attuazione e l'esecuzione degli obblighi di legge" e la redazione della carta valanghe.

Pertanto, in cooperazione tra loro e con i funzionari responsabili della Protezione civile indagati, concorrevano, dicono i magistrati della Procura di Pescara "nel realizzare la condizione di assenza delle suddette misure di salvaguardia", per cui "verificatosi un innevamento di particolare intensità a monte dell'Hotel Rigopiano, cui seguiva una valanga di grandissime proporzioni, la stessa travolgeva tutte le strutture dell'albergo, in quel momento con presenza di clienti e personale alberghiero, determinandone il crollo in termini di distruzione completa".

Le condotte omissive avrebbero dunque provocato la morte di 29 persone e "lesioni personali, anche gravissime, ad altre nove presone presenti all'interno dell'Hotel". Visca, Antenucci e Savini, in concorso con Vittorio Di Biase, Sabatino Belmaggio, Carlo Giovani, Cristina Gerardis, Emidio Primavera, avrebbero invece omesso "di attivarsi affinché venisse dato corso, quanto prima, alla redazione e alla realizzazione della Carta di localizzazione dei pericoli di valanga per tutto il territorio della regione Abruzzo"

A D'Alfonso e ad altri tre indagati, ossia il sottosegretario regionale Mario Mazzocca, il responsabile della sala operativa della Protezione civile, Silvio Liberatore, e il dirigente del servizio di Programmazione di attivita' della protezione civile, Antonio Iovino, viene contestata anche la tardiva convocazione del Comitato operativo regionale per le emergenze. Nello specifico, il 19 giugno saranno interrogati Antenucci, Visca e Savini. Il 20 giugno Del Turco, Ginoble, Paolini e Srour. Il 21 giugno Chiodi, Stati e Giuliante. Il 26 giugno D'Alfonso e Mazzocca. Infine, il 27 giugno sara' la volta di Liberatore e Iovino.

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