Abruzzo zona arancione, previsti maggiori controlli anche in provincia di Pescara per evitare assembramenti

A farlo sapere è il prefetto Giancarlo Di Vincenzo che si rivolge ai cittadini dal quotidiano "Il Centro", come si legge nel sito del ministero dell'Interno

Previsti maggiori controlli in provincia di Pescara dopo che da oggi, mercoledì 11 novembre, l'Abruzzo è diventata ufficialmente zona arancione in questa seconda fase dell'emergenza Covid-19 (Coronavirus).
A farlo sapere è il prefetto Giancarlo Di Vincenzo che si rivolge ai cittadini dal quotidiano "Il Centro", come si legge nel sito del ministero dell'Interno.

«Fase delicata, ognuno si senta protagonista», dice il rappresentante del governo nella nostra provincia, «a marzo e aprile i cittadini si sono comportati con grande senso di responsabilità, a parte pochi episodi: noi contiamo che sia così anche nel futuro, ma saremo presenti con tutti i controlli necessari». 

Nella giornata odierna, mercoledì 11 novembre, è prevista una riunione tecnica che sarà seguita domani da un comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica, presieduto dal prefetto Di Vincenzo con la partecipazione dei rappresentanti delle forze dell'ordine, con l'obiettivo di rafforzare i controlli. 
Nel frattempo, è stata inviata, ieri, ai prefetti la circolare del capo di gabinetto del ministero dell’Interno Bruno Frattasi per intervenire in modo efficace e tempestivo sulla prevenzione degli assembramenti, a seguito dell’elevato numero registrato sul territorio nazionale nell’ultimo fine settimana e delle preoccupanti percentuali di inosservanza dell’obbligo di utilizzo delle mascherine. L'invito è a convocare in via d'urgenza i comitati provinciali per l'ordine e la sicurezza pubblica al fine di  programmare controlli più serrati e concordare con i sindaci l’utilizzo degli strumenti per il contenimento del fenomeno, in vista dei prossimi weekend.

A partire dall’applicazione delle misure indicate nell'ultimo Dpcm sull'interdizione di strade o piazze potenzialmente interessate da assembramenti che, come specificato con la circolare del 20 ottobre 2020, può anche avvenire attraverso il contingentamento degli accessi. La circolare richiama, sempre allo scopo di una più efficace prevenzione degli assembramenti, la possibilità per i primi cittadini di far ricorso alla chiusura temporanea di specifiche aree pubbliche o aperte al pubblico in cui sia impossibile assicurare in modo adeguato il rispetto della distanza tra le persone di almeno un metro.

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