Morì per lo scoppio di uno pneumatico, titolare ditta autotrasporti patteggia 18 mesi

L'uomo, l’8 ottobre 2018, fu investito dallo scoppio di uno pneumatico che stava gonfiando: scaraventato a terra, riportò traumi molto gravi al torace e ai polmoni, che poi peggiorarono progressivamente fino a condurlo al decesso

Ennio Tacconelli

Morì per lo scoppio di uno pneumatico, ora il titolare di una ditta di autotrasporti ha deciso di patteggiare 18 mesi di reclusione (pena sospesa) davanti al Gup Antonella Di Carlo. L’udienza preliminare si è tenuta questa mattina al tribunale di Pescara. La vittima era Ennio Tacconelli, padre di famiglia, che morì 2 settimane dopo l’incidente sul posto di lavoro, avvenuto nell’officina di Manoppello in cui lavorava.

L'uomo, l’8 ottobre 2018, fu investito dallo scoppio di uno pneumatico che stava gonfiando: scaraventato a terra, riportò traumi molto gravi al torace e ai polmoni, che poi peggiorarono progressivamente fino a condurlo al decesso.

Per fare luce sull'accaduto la famiglia Tacconelli si è affidata al gruppo Giesse di Montesilvano, specializzato in incidenti mortali anche sul lavoro. La consulenza tecnica affidata ai medici forensi e condivisa anche dai periti esperti di Giesse ha chiarito come, nonostante il tempo trascorso tra il trauma e la morte della vittima, fosse "inequivocabile la correlazione tra i due eventi", e che il personale medico del nosocomio "avesse correttamente seguito le procedure previste per questo tipo di incidenti".

Gli accertamenti eseguiti dal dipartimento Prevenzione dell’Azienda sanitaria di Pescara hanno poi evidenziato "gravi mancanze in termini di sicurezza sul luogo di lavoro".

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«Ancora una volta un lavoratore perde la vita per la mancanza di sicurezza sul luogo di lavoro – sottolineano Gianni Di Marcoberardino e Mario Ricci di Giesse Montesilvano – Riteniamo inaccettabile trovarci ancora, nel 2020, a discutere di queste tematiche che dovrebbero essere alla base della gestione di qualsiasi azienda. I familiari sperano che quanto accaduto serva per lo meno da monito affinché queste tragedie possano non ripetersi e i datori di lavoro prestino sempre più attenzione alla sicurezza dei propri dipendenti».

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