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Giovedì, 7 Luglio 2022
Cronaca

Comitato Strada Parco: senza quarta perizia, Tua non può procedere a lavori

Inviata una Pec alla Regione: "ente rischia pesante e ingiustificata sopravvenienza passiva e basta con i test: a rischio incolumità per far transitare mezzi senza targa"

C'è più di un motivo per non riprendere i lavori sulla Strada Parco annunciati da Tua. Lo afferma il Comitato Strada Parco Bene Comune che li mette nero su bianco in una pec, redatta con la consulenza giuridica dello Studio legale Di Tonno, inviata alla Regione Abruzzo. Innanzitutto, si legge, manca la quarta ed ultima perizia prevista dalla determina dirigenziale 287 del 23 settembre 2021.

Una perizia di variante che non c'è così non esiste il quadro economico rielaborato e sottoposto al ministero competente, scrive il Comitato, previa valutazione della Regione Abruzzo. Se i lavori annunciati dovessero effettivamente partire, si legge ancora nel documento, si verificherebbe una “compressione dei poteri di approvazione e controllo, la cui competenza appartiene alla Regione Abruzzo, in ordine ad importanti aspetti di natura economica, patrimoniale e finanziaria”. Questo vuol dire che, qualora Tua dovesse procedere, “la stessa Regione, in qualità di socio unico, potrebbe trovarsi esposta ad una pesante e ingiustificata sopravvenienza passiva”. Il Comitato annuncia quindi che, nell'ipotetico avvio dei cantieri, si riserverà di rivolgersi direttamente all'Autorità Giudiziaria.

Altro punto evidenziato quello riguardante l'incolumità fisica messa a rischio, sostiene il Comitato, nelle giornate del 20 e 28 dicembre quando i vettori Rampini E80 hanno effettuato i test sulla Strada Parco. Nessuna targa di prova durante il passaggio, tra “lo stupore, lo sgomento e la preoccupazione di centinaia di diversamente abili, di persone vulnerabili e di ciclisti” che si trovavano in quel momento a transitare. Cosa su cui chiarimenti sono stati chiesti, si legge ancora nella pec inviata alla Regione, sia alla Motorizzazione di Perugia, competente rispetto alla casa-madre costruttrice dei veicoli, sia a quella di Chieti che quella di Pescara, scoprendo che i mezzi non erano stati ancora immatricolati, fa sapere ancora il Comitato, e che nessuna richiesta di targa provvisoria era mai giunta, tanto da invitarlo a segnalare l'episodio ai competenti organi di Polizia.

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