Cronaca

Cocaina ai giovani della movida: due arresti dei Carabinieri, si cerca il terzo uomo

In manette un venezuelano e un colombiano. Nelle perquisizioni domiciliari è stata rinvenuta la somma contante di 12.500 euro già suddivise in mazzette da 2000 euro ciascuna, nonché l'immancabile bilancino di precisione

Nella mattinata odierna i Carabinieri della Stazione di Pescara Scalo, hanno tratto in arresto un 36enne venezuelano, residente a Pescara, e un 59enne di origine colombiana residente a Città Sant’Angelo.

L’indagine trae origine dall’arresto avvenuto nel novembre 2016 del venezuelano che era stato trovato con dello stupefacente suddiviso in dosi in centro. La successiva perquisizione condotta nell’abitazione aveva fatto rinvenire, oltre 500 grammi di droga, in gran parte cocaina, anche in ovuli, oltre ad hascish e marijuana. Le indagini conseguenti all’arresto, grazie all’analisi dei tabulati ed effettuate anche con intercettazioni ambientali e telefoniche, nonché con numerosi servizi di osservazione, controllo e pedinamento, hanno permesso di individuare la rete di spaccio: altri due sudamericani collaboravano con il venezuelano nell’illecita attività.

In una circostanza lo stesso, sentendo il “fiato sul collo” degli investigatori, dava disposizione al colombiano e ad un altro complice, anch’egli sudamericano, destinatario di misura cautelare ma al momento irreperibile, di “fermarsi con lo spaccio della papaya perché i carabinieri ci stanno addosso”. Ingente la cocaina destinata alla cosiddetta “Pescara bene” mossa dalla banda, grazie soprattutto all’elevata qualità dello stupefacente.

Nel corso della perquisizione eseguita nella mattinata, i carabinieri hanno rinvenuto, nell’abitazione del venezuelano, nascosta all’interno di un peluche, la somma contante di 12.500 euro già suddivise in mazzette da 2000 euro ciascuna, mentre a casa del colombiano è stato trovato l’immancabile bilancino di precisione.

Quanto rinvenuto è stato sottoposto a sequestro. Il venezuelano su ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Pescara è stato ristretto in carcere, mentre il colombiano è stato posto agli arresti domiciliari.

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